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Analisi del mercato del gambling in Italia: i dati aggiornati al 2026

Il mercato del gioco d’azzardo in Italia ha chiuso il 2025 con un Gross Gaming Revenue (GGR) complessivo di 21,6 miliardi di euro, di cui 16 miliardi generati dal comparto retail (sale fisiche, tabaccherie, agenzie) e 5,61 miliardi dal gioco a distanza online. Un settore che ha portato 11,5 miliardi di euro di entrate erariali, pari all’1,8% del totale delle entrate fiscali italiane. Nel primo trimestre 2026 il trend di crescita è proseguito, con un GGR trimestrale di 5,70 miliardi di euro (4,11 dal retail, 1,59 dall’online). Per un quadro completo su chi gioca, quanto spende e con quale frequenza, consulta le nostre statistiche aggiornate sul gioco d’azzardo in Italia.

In questa analisi trovi: l’andamento del GGR negli ultimi due anni, la ripartizione tra online e retail, il nuovo assetto delle concessioni ADM introdotto dal D.Lgs. 41/2024, e cosa significano questi numeri per chi si avvicina al gioco d’azzardo online.

Cos'è il Gross Gaming Revenue (GGR)

Il Gross Gaming Revenue (GGR) rappresenta la spesa netta dei giocatori italiani: si calcola come differenza tra la raccolta totale (le somme giocate) e le vincite restituite ai giocatori. È l’indicatore più usato per misurare la reale dimensione economica del settore, perché non si limita al volume delle giocate ma riflette quanto viene effettivamente speso.

Da non confondere con la “raccolta”, che indica invece il totale delle somme puntate prima della restituzione delle vincite: un numero sempre più alto del GGR e meno rappresentativo della spesa reale.

La crescita del mercato dell’iGaming in Italia negli anni

Nel 2025 il mercato ha mantenuto una netta prevalenza del comparto fisico rispetto a quello digitale in termini di GGR assoluto:

 

Segmento

GGR 2025

Retail (sale fisiche, agenzie, tabaccherie)

16 miliardi di euro

Online (gioco a distanza)

5,61 miliardi di euro

Totale

21,6 miliardi di euro

 

Il biennio 2024-2025 ha visto una crescita del 6% del GGR delle scommesse, sia online sia nel retail, un settore, quello del betting sportivo, che segue tradizionalmente le stagioni degli eventi sportivi principali (calcio in primis) ma che mostra una tendenza sempre più marcata alla destagionalizzazione, complici gli eventi internazionali e le scommesse live.

Le GGR dell’iGaming Italiano divise per prodotto

Il bollettino ADM relativo all’ultimo trimestre 2025 fotografa così la ripartizione del gettito fiscale generato dal comparto giochi:

 

  • Apparecchi da intrattenimento (slot e VLT): quasi metà del gettito complessivo.
  • Lotterie e giochi numerici: quasi un terzo del gettito.
  • Altri giochi (bingo, giochi di abilità a distanza, giochi di carte a quota fissa): circa il 9,66%.
  • Scommesse: circa il 7,13%.

Un dato interessante riguarda la composizione interna del comparto scommesse: circa il 97% del gettito da scommesse proviene dal gioco a base sportiva, seguito dal gioco a base ippica (circa 2,6%) e dal betting exchange (meno dell’1%).

I primi 20 operatori di casinò online per quota di mercato (GGR)

I principali dati GGR sono utili in un’ analisi del mercato gambling anche per capire quali sono i web casinò con le più significative quote di mercato, concentriamoci in particolare sui primi 20 soggetti. Ovviamente in base all’offerta di contenuti dei vari soggetti operanti nell’azzardo e nella tecnologia, la loro quota può variare nel tempo in base al variare di gusti ed esigenze dell’utenza.

Le scommesse sullo sport (betting), ad esempio, hanno registrato un recente calo nella spesa di parecchi Italiani e questo ha ovviamente impattato sui ricavi delle più quotate aziende, specializzate nell’offrirle. Tra i principali operatori di casino online, con la migliore GGR sui mercati, ci sono al momento, stando ad una attenta analisi sul mercato del gambling: Lottomatica (12,4%), Sisal (11,9%), Pokerstars (7,8%) e Bgame (5,8%). 

I dati provengono direttamente da ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Online: il casinò digitale vale più delle scommesse sportive

Un aspetto spesso frainteso riguarda il confronto tra scommesse sportive e casinò online. Guardando la spesa (GGR) e non la semplice raccolta, i giochi da casinò digitale — slot, giochi di carte diversi dal torneo, giochi di sorte a quota fissa — generano volumi superiori rispetto al comparto scommesse sportive nell’ambito del gioco a distanza. Si tratta di una dinamica strutturale del mercato online italiano, coerente con quanto osservato anche a livello europeo, dove i giochi da casinò rappresentano tipicamente la quota più consistente della spesa nel digital gambling.

Le GGR delle scommesse sportive online per mese (in milioni di €)

Per quanto riguarda le sezioni di scommesse, il grafico che mostra la loro quota di mercato, ha un andamento decisamente meno regolare di quello relativo a video slot e casino, nella relativa analisi sul mercato gambling.

Il mercato del betting sportivo da noi è ormai solido, ma in questo caso va di certo considerato che in alcuni mesi dell’anno ci sono competizioni ed eventi su cui scommettere e in altri momenti no, questo può ovviamente influire sulle entrate.

Chi scommette sul calcio nazionale, ad esempio sul campionato di Serie A, non può farlo durante tutto l’anno, ci saranno quindi inevitabilmente dei mesi con meno puntate. Di contro grandi eventi, come i mondiali di calcio o le olimpiadi, possono portare a delle impennate, mensili o annuali. C’è poi da segnalare e ricordare che il grafico di questa analisi sul mercato del gambling, è riferito solo alle scommesse sul web.

I primi 10 operatori per le scommesse sportive divisi per quota di mercato (GGR)

la storia di ludopatia di Alberto

 

Nella nostra nazione ci sono 10 realtà che si spartiscono la ricca torta del betting sportivo, un mercato ampio e di notevole interesse, ricco di varie sezioni e con un’ampia offerta di intrattenimento. Il mercato è molto dinamico, ma è sostanzialmente dominato da alcune aziende di settore, ormai da parecchio tempo. 

Si tratta di società che nonostante spesso offrano varie tipologie di titoli, contenuti e servizi (validi e ricercati sui mercati), si sono fortemente focalizzate sul mercato del betting, con strategie dedicate. Lottomatica (tra le società più quotate) ha il 16,4% del mercato, a seguire troviamo Sisal con il 15,6%, Snai con il 14,10%, Bet365 con il 13,10%, SKS365 con il 10% ed Eurobet con il 9,6%.

L’industria del gaming in Italia, un mercato “chiuso”

Da un’analisi sul mercato del gambling si nota come l’industria dell’iGaming nel nostro Paese (più che in Europa e nel mondo) è per certi versi definibile come un mercato chiuso. Entravi oggi non è impossibile, ma è davvero molto difficile, visto che il settore è sostanzialmente dominato da multinazionali.

Ottenere una nuova licenza non è impossibile, ma neppure un processo facile, sarà complesso e richiederà enormi fondi per investimenti (per tecnologia, media e marketing), così da ottenere credibilità su un mercato complesso, competitivo e sul quale operano da tempo storiche grandi società.

Per queste ragioni possiamo parlare di un mercato piuttosto chiuso, non perché non ci siano informazioni o spazi, ma perché entrarvi richiederebbe investimenti che non tutti possono sostenere. Le realtà già presenti sul mercato sono forti di una lunga e consolidata esperienza e presenza, e hanno grazie alle entrate ottenute ampi margini per investire di continuo nel consolidamento della loro posizione.

iGaming in Italia: prospettive future

I dati del primo trimestre 2026 (GGR di 5,70 miliardi di euro, in linea con il trend di crescita 2024-2025) indicano che il settore mantiene un’traiettoria espansiva, sostenuta sia dal comparto retail sia da quello online. Tra i fattori da monitorare nei prossimi mesi:

 

  • L’impatto pieno del nuovo assetto concessorio (52 concessioni/46 operatori) sulla competizione e sull’offerta di prodotto.
  • L’evoluzione dei provvedimenti attuativi ADM su certificazione dei giochi, bonus e conti di gioco, che potrebbero accelerare lo spostamento della domanda dal gioco fisico verso quello online.
  • Le decisioni ancora pendenti sulla riforma dei distanziometri per il gioco fisico, con termine ultimo fissato al 29 agosto 2026.

fonte datiRisorse: I dati presenti in questo articolo sono forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e sono stati raccolti ed elaborati da Ficom Leisure.

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