Scoprire che una persona cara ha un problema con il gioco d’azzardo è uno dei momenti più difficili che una famiglia possa attraversare. Che si tratti di un marito ludopatico, di un figlio con il vizio del gioco o di un fratello che nega qualsiasi problema, la sensazione è sempre la stessa: impotenza, frustrazione e spesso senso di colpa.
Questa guida nasce per chi sta vivendo quella situazione adesso. Ti spieghiamo cosa fare concretamente, come riconoscere i segnali, come avviare un dialogo, a chi rivolgersi e a cosa aspettarsi nel percorso di recupero.
Numero Verde Nazionale per la Ludopatia: 800 558 822 (gratuito, attivo tutti i giorni)
Aiutare un ludopatico è fondamentale non solo per il benessere della persona, ma di tutta la famiglia. La dipendenza da gioco d’azzardo, non deve essere sottovalutata ma trattata per quello che è, una malattia.
Il ludopatico, così come qualsiasi individuo che soffre di una dipendenza, non ammette di avere un problema e ritiene di poter controllare la situazione, nonostante gli importanti sintomi legati alla patologia.
Offrire il supporto spetta solo in piccole dosi ai parenti e le amicizie, come tutte le altre dipendenze va trattata in modo professionale e per questo ricorrere all’aiuto di uno psicologo è del tutto necessario.
La ludopatia (o Disturbo da Gioco d’Azzardo, DGA) è una patologia riconosciuta a livello clinico, classificata nel DSM-5 tra i disturbi del controllo degli impulsi. Non è una scelta, non è debolezza di carattere: è una dipendenza che modifica i meccanismi di ricompensa del cervello esattamente come fa l’alcol o la droga.
Il ludopatico non riesce a smettere autonomamente, anche quando vuole farlo. Questo è il motivo per cui i tentativi fai-da-te falliscono quasi sempre, e perché il supporto dei familiari, pur fondamentale, non può sostituire un percorso professionale.
Uno dei problemi principali è che il giocatore patologico nega il problema, spesso con abilità.
Ecco i segnali comportamentali da osservare, anche quando la persona li minimizza o li nasconde:
Aiutare un ludopatico non significa farlo da soli, né significa salvarlo a tutti i costi. Il tuo ruolo è creare le condizioni affinché possa chiedere aiuto, non sostituire l’aiuto professionale.
Cosa fare
1. Parla con calma, in un momento di tranquillità: scegli un momento in cui la persona non è né sotto la pressione del gioco né in stato emotivo alterato. Usa un tono non accusatorio: “Sono preoccupato/a per te, voglio capire cosa sta succedendo.”
2. Esprimi i fatti, non le emozioni negative: invece di dire “Sei un bugiardo e ci stai rovinando”, prova con: “Ho visto che il conto è in rosso, ho trovato questa ricevuta. Voglio capire come stai davvero.”
3. Proponi aiuto concreto, non solo parole: offri di accompagnarlo dal medico di base, da uno psicologo o di cercare insieme un centro specializzato. Avere un passo pratico da fare abbassa la barriera.
4. Stabilisci confini chiari: comunicare i propri limiti non è un abbandono: è necessario per non alimentare la dipendenza. “Non posso prestarti altri soldi, ma sono qui per supportarti nel percorso di cura.”
5. Cerca supporto anche per te: vivere accanto a un ludopatico è estenuante. I gruppi di auto-aiuto per familiari (come Gam-Anon) esistono proprio per questo.
Cosa NON fare
1. Non prestare denaro: ogni prestito finanzia il gioco, non risolve il problema.
2. Non pagare i debiti al suo posto senza un percorso di cura in atto.
3. Non colpevolizzarlo/a pubblicamente: la vergogna aumenta il rischio di ricaduta.
4. Non fare ultimatum se non sei pronto/a a mantenerli: le minacce.
5. Non isolarti: non affrontare questa situazione da solo/a.
Come convincere un ludopatico a curarsi? Questa è la domanda più difficile, e la risposta onesta è: non puoi obbligarlo. Ma puoi aumentare le probabilità che scelga di farlo.
Ecco alcune strategie che funzionano meglio delle altre:
Scoprire che tuo figlio ha un problema con il gioco è uno shock che nessun genitore è preparato ad affrontare. Alcune indicazioni specifiche:
La convivenza con un partner ludopatico è una delle situazioni più logoranti che esistano. Alcune specificità:
Quanto tempo ci vuole per guarire dalla ludopatia? È una delle domande più frequenti, e la risposta richiede onestà: anche se non è facile combatterla è possibile riuscirci se viene intrapreso un percorso.
| Fase | Tempistica indicativa | Cosa succede |
|---|---|---|
| Riconoscimento del problema | Variabile (mesi o anni) | La persona ammette la dipendenza |
| Stabilizzazione iniziale | 3–6 mesi | Riduzione o stop al gioco, inizio terapia |
| Percorso terapeutico attivo | 1–2 anni | Psicoterapia individuale e/o di gruppo, lavoro sulle cause |
| Consolidamento | 4+ anni | Periodo considerato “sicuro” dagli esperti, ma mai privo di rischio |
| Gestione a lungo termine | Per sempre | La dipendenza non “guarisce” definitivamente, si gestisce |
Secondo gli esperti, i primi tre mesi sono i più critici: il rischio di ricaduta è massimo. Per ritenersi relativamente al sicuro servono almeno 4 anni di astinenza, con un percorso di supporto continuativo.
| Risorsa | Contatto | Note |
|---|---|---|
| Numero Verde Ludopatia (ISS) | 800 558 822 | Gratuito, anonimo, tutti i giorni |
| SerD (Servizio Dipendenze) | Presso le ASL locali | Gratuito, accesso diretto o con richiesta del medico |
| Giocatori Anonimi | giocatorianonimi.it | Gruppi di auto-aiuto, diffusi in tutta Italia |
| Gam-Anon | Sezioni locali | Per familiari e amici del ludopatico |
Hai bisogno di aiuto adesso? Chiama il 800 558 822 – è gratuito, anonimo e disponibile tutti i giorni.
Questo contenuto è a scopo informativo e non sostituisce una consulenza medica o psicologica professionale.
Sensibilizziamo le persone riguardo il la dipendenza da gioco d’azzardo, fornendo consigli per affrontarlo.
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