Una Giornata nazionale per la prevenzione della ludopatia: cosa prevede la proposta di legge

Una proposta di legge alla Camera chiede di istituire il 22 maggio, in occasione del No Gambling Day, come Giornata nazionale per la prevenzione della ludopatia. Cosa prevede il testo, i dati sugli studenti a rischio e dove trovare aiuto.

Calendario con la data 22 maggio e un nastro rosso di sensibilizzazione

Ogni anno, il 22 maggio, in Italia si celebra il No Gambling Day, una giornata per fermarsi e riflettere sul gioco d’azzardo e sulle sue conseguenze. Ora una proposta di legge presentata alla Camera vuole fare un passo in più: trasformare quella data in una Giornata nazionale per la prevenzione della ludopatia e delle conseguenze patologiche del gioco d’azzardo, riconosciuta dalla Repubblica e sostenuta da istituzioni, scuole e servizi sanitari.

Il testo, a prima firma della deputata Laura Cavandoli (Lega) e sottoscritto da altri parlamentari, è stato pubblicato alla fine di luglio ed è stato assegnato alla Commissione Affari sociali della Camera in sede referente, con il parere delle Commissioni I, V, VI e VII e della Commissione parlamentare per le questioni regionali. La proposta parte da una premessa netta: il disturbo da gioco d’azzardo non è un vizio, ma una dipendenza che può travolgere la vita delle persone, compromettere gli equilibri familiari e generare gravi difficoltà economiche e sociali.

Che cosa prevede la Giornata nazionale del 22 maggio

Il cuore del testo è semplice: «La Repubblica riconosce il giorno 22 maggio di ciascun anno quale Giornata nazionale per la prevenzione della ludopatia e delle conseguenze patologiche del gioco d’azzardo». La data richiama appunto il No Gambling Day, già celebrato ogni anno per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi del gioco. L’obiettivo è far conoscere i fattori di rischio, le misure di prevenzione e i percorsi di assistenza e cura disponibili nel Servizio sanitario nazionale, e sostenere le persone affette da disturbo da gioco d’azzardo patologico e le loro famiglie.

In quella giornata, secondo la proposta, lo Stato, le regioni, le province autonome, i comuni, le aziende sanitarie locali e gli enti del Terzo settore potranno promuovere iniziative di sensibilizzazione:

  • incontri e dibattiti pubblici;
  • conferenze e campagne informative, anche a carattere internazionale;
  • attività di formazione per cittadini, educatori e operatori;
  • percorsi di approfondimento nelle scuole, in collaborazione con i servizi per le dipendenze e con le associazioni impegnate nella prevenzione.

Particolare attenzione è dedicata ai giovani. Le iniziative sono pensate per promuovere comportamenti consapevoli e favorire l’inclusione sociale delle persone coinvolte, con un ruolo centrale per le istituzioni scolastiche: attività didattiche ed educazione alla gestione responsabile del denaro. Un passaggio che si collega a un cambiamento già avvenuto con la Legge Capitali, che ha introdotto per la prima volta l’educazione finanziaria nell’educazione civica. L’idea di fondo, come sottolineano i promotori, è che la prevenzione diventi un impegno condiviso e non resti limitata ai soli servizi sanitari. Per capire come il problema si manifesta tra i più piccoli, abbiamo raccolto i segnali da osservare nella guida alla prevenzione del gioco d’azzardo fra gli adolescenti.

I numeri dietro la proposta: il gioco online è raddoppiato

Il senso della proposta va letto con i numeri alla mano. Il gioco online, in particolare, è cresciuto in modo impressionante: negli ultimi cinque anni la sua quota sul mercato è passata dal 33% al 61%. E i dati più recenti dell’Istituto Superiore di Sanità descrivono una situazione preoccupante tra gli adolescenti: quasi uno studente su sei tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio, legato all’uso problematico dei social media, al gaming o al gioco d’azzardo.

Fascia d’età Studenti che hanno giocato d’azzardo negli ultimi 12 mesi
11-13 anni 10,6%
14-17 anni 22,1%
Totale stimato (11-17 anni) circa 340.000 studenti con comportamento a rischio o problematico

Dati citati nel dibattito parlamentare e negli interventi raccolti da Sanità Informazione, e in linea con il quadro nazionale che pubblichiamo nelle statistiche sul gioco d’azzardo.

«Ludopatia»: un termine da correggere

C’è poi un aspetto di linguaggio su cui gli esperti insistono. Come spiega Ornella De Luca, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, componente del direttivo della Società Italiana Tossicodipendenze, il termine ludopatia, pur essendo molto diffuso, è improprio: la definizione corretta è Disturbo da Gioco d’Azzardo. Una dipendenza comportamentale, cioè una malattia, che va curata come tale. Chiamarla «vizio» rischia di alimentare il senso di colpa e di ritardare la richiesta di aiuto.

I segnali da non sottovalutare

Riconoscere presto i segnali può cambiare la storia della malattia. Ecco quelli che dovrebbero allertare, secondo gli esperti:

  • giocare sempre più spesso, aumentando tempo e denaro dedicati al gioco;
  • puntare somme sempre maggiori per tentare di recuperare le perdite;
  • provare a smettere senza riuscirci;
  • diventare irritabili quando non si può giocare;
  • mentire ai familiari per nascondere il problema.

Dietro il disturbo non c’è una causa unica, ma l’interazione di più fattori: predisposizione individuale, impulsività, difficoltà nella gestione delle emozioni, facile accesso al gioco, isolamento sociale e convinzioni errate sulla possibilità di recuperare le perdite. Più esposti sono gli adolescenti, per la ricerca di sensazioni forti, e gli anziani, soprattutto in presenza di solitudine, depressione o eventi stressanti come un lutto o il pensionamento. Se vuoi capire se il tuo rapporto con il gioco è a rischio, puoi fare il nostro test sull’autovalutazione della ludopatia.

Perché una Giornata nazionale non basta

Una Giornata nazionale non è una semplice ricorrenza: è un’occasione per parlare di prevenzione tutto l’anno, dentro e fuori le scuole. Nessuna misura legislativa, come osservano gli stessi promotori, può essere davvero efficace senza un investimento costante nella formazione e nell’educazione. Il messaggio centrale resta uno: il gioco d’azzardo è basato sulla casualità e non è un modo sicuro per guadagnare facilmente. Informarsi correttamente riduce il rischio di sviluppare comportamenti problematici e le conseguenze economiche che ne derivano. La conoscenza delle probabilità di vincita è uno degli strumenti più efficaci per proteggersi, come spieghiamo nell’approfondimento sulle probabilità di vincita.

Se ti riconosci in questi segnali, o se riguardano una persona cara, non restare solo. I servizi pubblici per le dipendenze, i SerD, sono presenti in tutto il territorio e offrono percorsi gratuiti di presa in carico e cura: puoi leggere come funzionano nella nostra guida al SerD.

Gioca con consapevolezza. Il gioco d’azzardo può creare dipendenza e causare gravi danni economici e familiari. Se tu o una persona a te cara avete un problema con il gioco, rivolgiti ai servizi pubblici per le dipendenze (SerD) o chiama il numero verde 800 558 822: l’aiuto è gratuito, anonimo e non serve il permesso di nessuno per chiederlo.