Per la prima volta in Italia, GiocoResponsabile.info applica ai dati del Libro Nero dell’Azzardo 2026 il “moltiplicatore familiare” documentato dalla ricerca clinica internazionale: tra i 4,5 e i 7,5 milioni di italiani convivono oggi con la ludopatia di un proprio caro. Una popolazione invisibile per le statistiche pubbliche italiane.
Nel 2025 gli italiani hanno “investito” nel gioco d’azzardo 165,34 miliardi di euro, perdendone quasi 22. Una cifra superiore di oltre 26 miliardi al Fondo Sanitario Nazionale e pari al doppio della spesa pubblica per l’istruzione. È il quadro che emerge dall’ultima edizione del “Libro Nero dell’Azzardo – Lo Stato Perdente”, pubblicato a maggio 2026 da CGIL, Federconsumatori e Fondazione Isscon.
Quei numeri raccontano la perdita degli italiani. Ma ne nascondono altri, mai calcolati prima nel nostro Paese: quelli dei familiari.
GiocoResponsabile.info ha applicato per la prima volta ai dati italiani il “moltiplicatore familiare” certificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel fact sheet ufficiale sul gambling (dicembre 2024): per ogni persona con gioco d’azzardo ad alto rischio, in media sei altre persone ne subiscono l’impatto. Il dato è documentato dalla recente scoping review di Dowling et al. (2025) su Clinical Psychology Review, basata su 121 studi internazionali, e converge con le rilevazioni epidemiologiche europee (Castrén et al., 2021).
Applicando in via prudenziale un moltiplicatore di 3-5 familiari diretti (sottoinsieme conservativo del dato OMS, limitato ai parenti stretti) alla popolazione italiana di 1,5 milioni di persone con Disturbo da Gioco d’Azzardo:
Tra 4,5 e 7,5 milioni di italiani convivono oggi con la ludopatia di un proprio caro. Una popolazione equivalente all’intera Lombardia mai oggetto di indagine epidemiologica nazionale.
I dati ufficiali di partenza sono noti. Secondo l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR (studi IPSAD ed ESPAD, 2022): in Italia si stimano circa 1,5 milioni di persone affette da Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA) e 800.000 con un profilo di gioco a rischio moderato-severo. Il totale di italiani con un problema clinico di gioco si attesta dunque, prudenzialmente, intorno a 1,5 milioni di persone.
La ricerca clinica internazionale ha quantificato negli ultimi vent’anni il cosiddetto “moltiplicatore familiare” – cioè il numero medio di persone significativamente impattate, per ogni dipendente. Le stime convergenti dai principali studi su gambling harm (Goodwin et al., 2017; Salonen et al., 2014; Productivity Commission australiana, 2010) collocano questo moltiplicatore tra 3 e 5 familiari per ogni giocatore problematico.
Applicando il moltiplicatore alla popolazione italiana con DGA o profilo a rischio, si ottiene una platea stimata tra 4,5 e 7,5 milioni di familiari potenzialmente impattati nel nostro Paese.
Eppure su questa popolazione l’Italia non ha mai prodotto né dati epidemiologici sistematici, né studi quantitativi nazionali, né rilevazioni Istat dedicate. Esistono testimonianze raccolte nei gruppi di auto-aiuto come Gam-Anon, esiste un’ampia letteratura clinica internazionale, esistono studi qualitativi italiani circoscritti, ma manca completamente una fotografia statistica nazionale.
Il Libro Nero dell’Azzardo 2026 lo afferma con chiarezza: “L’azzardo nel nostro Paese ha un costo sociale elevatissimo di cui non vi è e non si vuole avere minimamente contezza”. Il bilancio sociale dell’azzardo – che dovrebbe includere costi sanitari, sostegno alle famiglie impoverite, indebitamento, usura, perdita del lavoro — non viene oggi misurato dalle istituzioni italiane. Le perdite del singolo giocatore sono note. Quelle dei familiari, no.
Mentre l’Italia non produce dati propri, la ricerca clinica internazionale ha quantificato con precisione cosa significhi convivere con un giocatore problematico:
“Negli ultimi anni i dati sull’azzardo in Italia sono diventati più trasparenti, almeno a livello territoriale e di mercato”, dichiara [nome portavoce], di GiocoResponsabile.info. “Sappiamo quanto si gioca a Caserta o a Isernia, conosciamo il fatturato dei concessionari, sappiamo che l’84% dei 17 milioni di conti gioco online ha chiuso il 2025 in perdita. Quello che continuiamo a non sapere è cosa succede dentro le case italiane: quante mogli si sono indebitate per coprire le perdite del marito, quanti genitori hanno sviluppato sintomi clinici di depressione, quanti figli stanno crescendo con un genitore ludopatico. Il moltiplicatore familiare ci dice che parliamo di 4,5-7,5 milioni di persone — una popolazione equivalente all’intera Lombardia.”
“Quello che chiediamo come associazione,” prosegue, “è che le istituzioni italiane — a partire dall’Istituto Superiore di Sanità, dal Ministero della Salute, dall’Istat — inizino a produrre dati specifici su questa popolazione. Non si possono fare politiche di prevenzione e supporto alle famiglie senza prima averle contate
GiocoResponsabile.info propone l’istituzione di un Osservatorio Nazionale sulle Famiglie Colpite dalla Ludopatia, costruito in collaborazione tra ISS, Federazione SerD, Caritas, Avviso Pubblico, Gam-Anon Italia, organizzazioni di consumatori e associazioni del terzo settore. L’Osservatorio dovrebbe avere il compito di:
Risorse: