Ludopatia: cos’è, sintomi, cause e come uscirne

Ludopatia (disturbo da gioco d’azzardo): cos’è, sintomi, cause, conseguenze e come uscirne, con un test di autovalutazione anonimo basato sul PGSI.

La ludopatia, o disturbo da gioco d’azzardo, è una dipendenza riconosciuta a tutti gli effetti. In questa guida spieghiamo che cos’è, come riconoscerne i sintomi, perché si sviluppa e quali sono i percorsi concreti per uscirne, con un test di autovalutazione anonimo e gli strumenti di aiuto disponibili in Italia.

Che cos’è la ludopatia

La ludopatia, il cui termine clinico è disturbo da gioco d’azzardo (in inglese gambling disorder), è una dipendenza comportamentale caratterizzata dall’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo, nonostante le conseguenze negative che ne derivano sul piano economico, familiare, lavorativo e psicologico.

Dal 2013 il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) ha inserito il gioco d’azzardo patologico tra le dipendenze vere e proprie, e non più tra i disturbi del controllo degli impulsi. Questo cambiamento è importante: significa che la ludopatia attiva nel cervello gli stessi circuiti della ricompensa coinvolti nelle dipendenze da sostanze. Non è quindi una questione di scarsa forza di volontà o di debolezza morale, ma una condizione di salute che può e deve essere trattata.

In Italia il fenomeno è tutt’altro che marginale: si stima che diverse centinaia di migliaia di persone soffrano di un disturbo da gioco conclamato, e molte di più si trovino in una situazione di rischio.

Sintomi e segnali della ludopatia

Riconoscere il problema in tempo è il primo passo. I principali sintomi della ludopatia comprendono:

  • Bisogno di giocare somme crescenti per provare la stessa eccitazione (tolleranza).
  • Irrequietezza o irritabilità quando si tenta di ridurre o smettere di giocare (astinenza).
  • Tentativi falliti e ripetuti di controllare o interrompere il gioco.
  • Pensiero costante rivolto al gioco: rivivere le giocate passate, pianificare le prossime, procurarsi il denaro.
  • Giocare per sfuggire a stati emotivi negativi come ansia, senso di colpa o tristezza.
  • Rincorrere le perdite: tornare a giocare il giorno dopo per recuperare quanto perso.
  • Mentire a familiari e amici per nascondere l’entità del coinvolgimento.
  • Mettere a rischio relazioni, lavoro o studio a causa del gioco.
  • Chiedere prestiti o ricorrere ad altri per risolvere situazioni economiche causate dal gioco.
Attenzione: la presenza di anche solo alcuni di questi segnali, soprattutto se persistono nel tempo, merita attenzione. Più segnali si riconoscono, maggiore è il livello di rischio.

Test di autovalutazione sulla ludopatia

Il test qui sotto si basa sul Problem Gambling Severity Index (PGSI), uno strumento di screening validato e usato in tutto il mondo. È anonimo, gratuito e richiede meno di due minuti. Non fornisce una diagnosi, ma ti aiuta a capire a quale livello di rischio ti trovi.

Test di autovalutazione sul gioco d’azzardo

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Il tuo risultato

Hai bisogno di parlarne? Il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al Gioco d’Azzardo dell’Istituto Superiore di Sanità è gratuito e anonimo: 800 558 822 (lun-ven). Puoi anche rivolgerti al Ser.D della tua ASL.

Test informativo e di sensibilizzazione. Non costituisce una diagnosi medica né sostituisce il parere di un professionista qualificato.

Cause e fattori di rischio

Non esiste una causa unica: la ludopatia nasce dall’intreccio di più fattori.

Fattori biologici e psicologici

Alterazioni nei circuiti cerebrali della ricompensa (dopamina), predisposizione genetica, impulsività, depressione, ansia e altre dipendenze aumentano la vulnerabilità. Spesso il gioco diventa un modo per anestetizzare un disagio emotivo.

Fattori sociali e ambientali

La capillare disponibilità di giochi (slot, gratta e vinci, scommesse online accessibili 24 ore su 24 dallo smartphone) abbassa enormemente la soglia di accesso. Anche l’esposizione precoce al gioco e la presenza di altri giocatori in famiglia incidono.

Le caratteristiche del gioco stesso

Alcuni giochi sono progettati per dare l’illusione del controllo e per offrire vincite intermittenti e imprevedibili, il meccanismo psicologico più efficace nel creare dipendenza. Le probabilità reali di vincita, però, sono quasi sempre minime: il banco mantiene sempre un vantaggio matematico. Puoi verificarlo con il nostro calcolatore delle probabilità reali di vincita.

Le conseguenze della ludopatia

Il disturbo da gioco d’azzardo non colpisce solo il portafoglio. Le conseguenze si estendono a tutta la vita della persona e di chi le sta intorno: indebitamento e difficoltà economiche anche gravi; conflitti familiari, separazioni, isolamento; problemi sul lavoro fino alla perdita dell’impiego; disturbi di salute come ansia, depressione e insonnia e, nei casi più gravi, pensieri suicidari. Proprio per questo è fondamentale non sottovalutare il problema e chiedere aiuto.

Come uscire dalla ludopatia

La buona notizia è che dalla ludopatia si può uscire. Il percorso è diverso per ognuno, ma alcuni passi si sono dimostrati efficaci.

  1. Riconoscere il problema. Ammettere di aver perso il controllo è il punto di partenza, anche se è la parte più difficile.
  2. Bloccare l’accesso al gioco. L’autoesclusione dai siti di gioco e dalle sale fisiche è uno strumento concreto e gratuito: ti impedisce di giocare e ti dà il tempo di riprendere il controllo.
  3. Affidare la gestione del denaro a una persona di fiducia nel breve periodo, per ridurre le occasioni di ricaduta.
  4. Chiedere un aiuto professionale. I servizi per le dipendenze (Ser.D) delle ASL offrono percorsi gratuiti e riservati con psicologi e psichiatri. La terapia cognitivo-comportamentale è tra le più efficaci.
  5. Cercare il sostegno del gruppo. I gruppi di auto-aiuto come Giocatori Anonimi permettono di confrontarsi con chi ha vissuto la stessa esperienza.
Numero verde gratuito: il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al Gioco d’Azzardo dell’Istituto Superiore di Sanità risponde all’800 558 822, in modo anonimo e gratuito. È un buon primo passo per orientarsi.

Si può uscire dalla ludopatia da soli?

Alcune persone con un livello di rischio basso riescono a rientrare ponendosi limiti rigidi e attivando l’autoesclusione. Tuttavia, quando il disturbo è strutturato, affidarsi solo alla forza di volontà espone a un alto rischio di ricaduta. Chiedere supporto non è un fallimento: è la scelta più efficace.

Come aiutare una persona con la ludopatia

Se il problema riguarda un familiare o un amico, il tuo sostegno può fare la differenza. Evita giudizi e accuse, che tendono a chiudere il dialogo; non saldare i debiti di gioco al posto suo, perché rischia di alimentare il problema; informati e proponi un aiuto professionale, accompagnando la persona verso i servizi disponibili. Trovi indicazioni dettagliate nella nostra guida dedicata: come aiutare un ludopatico.

Domande frequenti sulla ludopatia

Qual è il significato della parola ludopatia?
Deriva dal latino ludus (gioco) e dal greco pathos (malattia): letteralmente, malattia del gioco. Indica la dipendenza patologica dal gioco d’azzardo, oggi definita clinicamente disturbo da gioco d’azzardo.
La ludopatia è una malattia riconosciuta?
Sì. È riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e classificata come dipendenza nel DSM-5. In Italia rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), quindi la cura è garantita dal Servizio Sanitario Nazionale.
Esistono cure gratuite per la ludopatia?
Sì. I servizi per le dipendenze (Ser.D) delle ASL offrono diagnosi e trattamento gratuiti. È sufficiente rivolgersi al Ser.D del proprio territorio.
Chi soffre di ludopatia ha diritto a tutele?
In alcuni casi la ludopatia, quando documentata e invalidante, può dare accesso a tutele previste dalla normativa. Approfondiamo il tema nella guida agli aiuti economici e diritti.

Approfondimenti sulla ludopatia

Nota. Questo articolo ha finalità informative e di sensibilizzazione e non sostituisce il parere di un medico o di uno psicologo. Se tu o una persona vicina state vivendo una situazione di difficoltà, rivolgetevi a un professionista o chiamate l’800 558 822.