
La fotografia più aggiornata sul gioco d’azzardo in Italia arriva dall’Istat, che a inizio settembre 2026 ha pubblicato il rapporto “Giochi e Videogiochi” con i dati relativi al 2024. Il quadro è netto: quasi un italiano su tre, tra chi ha almeno 14 anni, ha partecipato nell’ultimo anno ad almeno un gioco con vincite in denaro. Sono 16 milioni e 609mila persone, pari al 31,9% della popolazione. Una diffusione ampissima, che riguarda tutte le età e tutte le aree del Paese, e che per chi si occupa di prevenzione rappresenta un dato da leggere con attenzione: il confine tra passatempo e problema, per molti, è molto più sottile di quanto si creda.
Chi gioca d’azzardo in Italia: il profilo che emerge dall’indagine
L’indagine Istat disegna un identikit preciso di chi scommette. La partecipazione è nettamente più elevata tra gli uomini: ha giocato il 37,8% dei maschi contro il 26,4% delle donne. Il coinvolgimento cresce rapidamente dopo l’adolescenza, tocca il picco nella fascia 35-54 anni (36,7%) e resta elevato fino ai 74 anni, per poi scendere al 22,2% tra gli ultra 75enni. Un dato che deve far riflettere riguarda i più giovani: tra i 14 e i 17 anni ha scommesso il 12,5% della popolazione, nonostante il divieto di legge per i minori.
- Uomini 37,8% contro donne 26,4%: il divario di genere resta marcato.
- Fascia 35-54 anni la più coinvolta (36,7%), ma il gioco si diffonde già tra i 14-17enni (12,5%).
- Frequenza settimanale per il 4,9% della popolazione, mensile per il 6,9%.
- Pluri-partecipazione: il 7,5% degli uomini pratica quattro o più tipologie di gioco, contro il 2,6% delle donne.
I giochi preferiti: il Gratta e Vinci domina
Tra i prodotti più diffusi svettano i Gratta e Vinci, scelti da un italiano su quattro (25,1% della popolazione), seguiti da Lotto e lotterie tradizionali (16,5%) e dal Superenalotto (13,8%). Le forme di gioco a più alta componente di rischio mostrano uno scarto di genere netto: le scommesse sportive coinvolgono l’8,2% degli uomini contro appena l’1,5% delle donne, mentre slot machine e videolottery interessano il 3,8% dei maschi contro l’1,5% della popolazione femminile.
| Gioco | % popolazione (14+) |
|---|---|
| Gratta e Vinci | 25,1% |
| Lotto e lotterie tradizionali | 16,5% |
| Superenalotto | 13,8% |
| Giochi a base sportiva (nuovo Totocalcio) | 4,7% |
| Altri giochi numerici a totalizzazione | 3,7% |
| Bingo | 2,9% |
| Slot machine e videolottery | 2,6% |
| Altri giochi da casinò | 1,8% |
| Videopoker | 1,6% |
| Corse dei cavalli | 1,5% |
Anche la frequenza settimanale segue una gerarchia precisa: Lotto e lotterie (2,5%), Superenalotto (2,3%) e Gratta e Vinci (1,7%) sono i giochi a cui gli italiani dedicano più regolarità. Sono proprio i prodotti “di massa” – quelli più accessibili, economici e pubblicizzati nei punti vendita – a generare la base più ampia di giocatori abituali, e quindi il bacino più grande di persone a rischio di ludopatia.
La distinzione tra chi gioca per svago e chi sviluppa una dipendenza da gioco non passa però dal tipo di prodotto, quanto dal rapporto che la persona instaura con esso. Lo confermano i dati sulla pluri-partecipazione: il 7,5% degli uomini pratica quattro o più tipologie di gioco, contro il 2,6% delle donne. Più giochi si frequentano, più alto è il rischio che l’abitudine si trasformi in un comportamento compulsivo, soprattutto quando al gioco si associano momenti di fragilità economica o emotiva. Per questo gli operatori dei SerD ripetono che la prevenzione più efficace inizia molto prima dell’azzardo: dalla consapevolezza dei propri limiti e dalla capacità di riconoscere i primi segnali di allarme, quelli che spesso si preferisce ignorare.
Istruzione e territorio: dove il rischio è più alto
L’indagine Istat conferma che la propensione al gioco è più elevata tra chi possiede un titolo di studio medio-basso: 37,2% tra i diplomati e 31,4% tra chi ha la licenza media, contro il 28,6% dei laureati. Sul piano geografico, le percentuali più alte si registrano nelle regioni del Centro (33,6%) e del Mezzogiorno (33,1%), dove si rileva anche una maggiore varietà di giochi praticati. Sono le stesse aree in cui le ricerche sulla spesa per il gioco d’azzardo mostrano la crescita più rapida, con una presenza capillare di slot machine e punti vendita di Gratta e Vinci.
I numeri economici: 157 miliardi di raccolta nel 2024
I dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli confermano la rilevanza economica del comparto: nel 2024 la raccolta complessiva del gioco pubblico ha toccato i 157,45 miliardi di euro. A fronte di 135,87 miliardi restituiti ai giocatori sotto forma di vincite, la spesa effettiva della filiera si è attestata a 21,577 miliardi di euro. Numeri che aiutano a comprendere perché il tema del gioco d’azzardo sia così centrale nel dibattito pubblico: dietro le statistiche ci sono risorse economiche enormi, ma anche famiglie che ogni anno perdono quote significative del proprio reddito. Capire le probabilità reali di vincita di ogni gioco è il primo passo per rimettere i numeri al loro posto.
Dai numeri alla prevenzione: cosa possiamo fare
Leggere queste statistiche non serve a colpevolizzare chi gioca occasionalmente, ma a prendere consapevolezza di quanto il gioco d’azzardo sia diffuso e di come si manifesti il passaggio dal divertimento alla dipendenza. I segnali da non sottovalutare sono ben noti a chi si occupa di prevenzione del gioco d’azzardo:
- Pensare al gioco in modo costante e programmare quando giocare.
- Aumentare le puntate per provare le stesse emozioni di prima.
- Mentire su quanto si gioca e quanto si perde.
- Giocare per recuperare le perdite (“caccia al pareggio”).
- Trascurare famiglia, lavoro e amicizie a favore del gioco.
Se ti riconosci in alcuni di questi comportamenti, o li noti in una persona cara, sappi che non sei solo e che esistono percorsi di aiuto gratuiti e pubblici. Il SerD (Servizio per le Dipendenze) è presente in tutte le ASL italiane e offre colloqui, percorsi di sostegno psicologico e gruppi di auto-aiuto, nel pieno rispetto della privacy. Il numero verde nazionale 800 558 822 è attivo per parlare con operatori formati e ricevere indicazioni sul servizio più vicino a casa. Prima di arrivare a quel punto, puoi iniziare da un semplice test di autovalutazione per capire il tuo rapporto con il gioco: è gratuito, anonimo e richiede pochi minuti.
Giocare d’azzardo, per la stragrande maggioranza delle persone, resta un passatempo occasionale. Ma i numeri dell’Istat ci ricordano che la linea di confine è più vicina di quanto pensiamo. Informarsi, conoscere le probabilità reali, fissare limiti di tempo e di spesa e parlarne apertamente in famiglia sono le difese più efficaci contro la dipendenza. Se il gioco smette di essere un gioco, chiedere aiuto è il passo più coraggioso e più giusto che si possa fare.