
Il gettito del gioco d’azzardo in Italia continua a scendere mentre la raccolta batte ogni record: nei primi sette mesi del 2026 le entrate erariali del settore si sono fermate a circa 4,3 miliardi di euro, con una flessione del 6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I dati, pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla base delle entrate tributarie accertate per competenza, disegnano un paradosso che riguarda da vicino chi si occupa di prevenzione della ludopatia: l’azzardo cresce, lo Stato incassa meno, e la differenza la pagano soprattutto i giocatori più fragili.
I numeri del MEF: un calo che dura da mesi
La flessione non è una novità dell’ultimo trimestre. Secondo i dati raccolti da Gioconews sul bollettino delle entrate tributarie, già nel primo semestre il gettito dei giochi era sceso dell’8,4%, attestandosi a 3,07 miliardi. Il calo è trainato soprattutto dagli apparecchi da intrattenimento (AWP e VLT), il canale storicamente più associato al gioco problematico: il prelievo erariale su questa filiera ha raggiunto i 3.022 milioni di euro tra gennaio e luglio, con una riduzione del 6,4% pari a circa 208 milioni di euro in meno per il Tesoro. Nel solo mese di luglio gli apparecchi hanno prodotto 550 milioni di gettito, contro i 564 milioni di un anno prima.
| Voce di entrata (gennaio-luglio 2026) | Importo | Variazione vs 2025 |
|---|---|---|
| Prelievo erariale apparecchi AWP/VLT | 3.022 milioni di euro | -6,4% |
| Proventi da attività di gioco e scommessa | 237 milioni di euro | -4,0% |
| Gettito complessivo settore giochi | circa 4,3 miliardi di euro | -6,2% |
In controtendenza, invece, i proventi delle attività di gioco e scommessa (un aggregato più ristretto, che non include gli apparecchi) hanno registrato a luglio un balzo del +17,9%, salendo a 33 milioni di euro. È un segnale della progressiva migrazione dell’offerta verso il canale online, che cambia anche la composizione delle entrate dello Stato.
Il paradosso: raccolta da record, entrate in calo
Mentre il gettito scende, la raccolta complessiva dell’azzardo in Italia vola. Nel primo trimestre 2026, secondo il Bollettino statistico dell’ADM, gli italiani hanno giocato 45 miliardi e 440 milioni di euro, il 17% in più dello stesso periodo del 2025, quando il record era già stato toccato a 38,7 miliardi. E la spesa, cioè la perdita secca dei giocatori, è cresciuta ancora più in fretta: 5,7 miliardi di euro nel solo primo trimestre, con un aumento del 25% rispetto ai 4,5 miliardi di un anno prima. Se il trend continuasse, la raccolta annuale supererebbe i 190 miliardi, contro i 165 del 2025.
- Azzardo online (altri giochi): 23,2 miliardi nel primo trimestre 2026, contro i 20,3 del 2025
- Slot e VLT: 7,9 miliardi, in crescita dai 5,3 miliardi di un anno prima
- Scommesse: 8,4 miliardi, contro i 7,4 miliardi del 2025
- Giochi numerici e lotterie: 6 miliardi, sostanzialmente stabili
Eppure, a fronte di una raccolta in forte aumento, il gettito erariale del primo trimestre è rimasto sostanzialmente piatto, passando da 2,48 a 2,68 miliardi. Il motivo è strutturale: l’online, che oggi guida la crescita, è tassato meno dell’azzardo fisico, che invece perde posizioni. È lo stesso fenomeno fotografato a giugno dall’AGI, quando le entrate erariali si erano ridotte dello 0,7% nonostante un mercato oltre i 165 miliardi.
Cosa significa per la prevenzione
Per chi lavora sul contrasto al gioco d’azzardo patologico, questi numeri hanno un doppio valore. Da un lato confermano che l’azzardo non è un’attività innocua: i dati dell’Istat e delle relazioni al Parlamento indicano che milioni di italiani giocano con denaro reale, e i profili più a rischio sono proprio coloro che spendono in modo compulsivo. Dall’altro mostrano quanto sia fragile l’equilibrio su cui regge l’industria: come ha ricordato Luciano Gualzetti, presidente della Consulta nazionale antiusura, “agli inizi del secolo il gettito fiscale arrivava quasi al 30% del volume d’affari del comparto, oggi siamo abbondantemente sotto il 10%”.
Il calo delle slot fisiche, insomma, non è necessariamente una vittoria della prevenzione: è soprattutto lo spostamento della domanda verso canali più difficili da monitorare. La migrazione online rende il gioco accessibile 24 ore su 24, dentro lo smartphone, e riduce le barriere che in passato rendevano visibile il problema. Il quadro complessivo del 2025 lo conferma: secondo i dati del Ministero dell’Economia elaborati da Libera e riportati dal Corriere della Sera, lo scorso anno sono stati giocati 165 miliardi e 324 milioni di euro, con perdite per i giocatori vicine ai 22 miliardi e un gettito per l’erario superiore ai 10 miliardi. In testa alla classifica regionale delle giocate c’era la Lombardia con 26 miliardi, seguita da Campania (21,5), Lazio (17,4) e Sicilia (16,2). Per approfondire come cambia il mercato e cosa significano questi spostamenti, si può leggere la nostra analisi del mercato del gambling e la pagina dedicata alle statistiche del gioco in Italia.
I segnali da non sottovalutare
Dietro i numeri aggregati ci sono le persone. Il confine tra gioco occasionale e dipendenza è sottile, e alcuni segnali aiutano a riconoscerlo prima che il problema diventi grave:
- Pensare costantemente al gioco e organizzare la giornata attorno alle giocate
- Tentare di recuperare le perdite giocando ancora, inseguendo il “colpo della vita”
- Mentire su quanto si spende e nascondere le giocate ai familiari
- Trascurare lavoro, studio e relazioni per stare davanti a una slot o a uno schermo
- Chiedere soldi in prestito o ricorrere al credito per continuare a giocare
Se riconosci questi comportamenti in te o in una persona cara, il primo passo è parlarne senza giudizio. Capire come funziona la vera matematica delle probabilità di vincita aiuta a ridimensionare le aspettative: la casa, per definizione, vince sempre.
Dove chiedere aiuto
La dipendenza da gioco si può curare, e in Italia esistono percorsi gratuiti e specializzati. I SerD (Servizi per le Dipendenze) delle ASL offrono supporto psicologico, medico e legale a chi ha un problema con il gioco d’azzardo e alle loro famiglie: scopri come funzionano nella nostra pagina dedicata al SerD. È attivo inoltre il numero verde nazionale 800 558 822, il servizio di supporto del Ministero della Salute, gratuito e anonimo.
Giocare d’azzardo non è un gioco: è una scelta che espone a perdite economiche certe e a un rischio reale di dipendenza. Se il gioco ha smesso di essere un divertimento, chiedere aiuto è il primo passo per riprendere in mano la propria vita. Non sei solo: i servizi ci sono, e funzionano.