
La certificazione per il gioco responsabile è un tema di cui si sente parlare sempre più spesso, e questa settimana è arrivata una notizia destinata a fare discutere: Lottomatica Group ha annunciato di aver ottenuto la Certificazione G4 sull’intero perimetro delle proprie attività, diventando il primo gruppo del settore in Italia a raggiungere questo traguardo su tutte le aree operative: online, gaming machine, betting e attività di supplier. Ma cosa significa davvero questo riconoscimento per chi gioca, e quanto protegge davvero i giocatori?
La notizia: un bollino su tutto il perimetro del gruppo
L’annuncio, riportato da Agipronews, è stato fatto congiuntamente da Lottomatica Group e dal Global Gambling Guidance Group (G4), l’organizzazione internazionale guidata da esperti del settore e impegnata nella promozione del gioco responsabile e nella prevenzione dei rischi legati al gioco problematico. Il risultato corona il percorso definito dal General Agreement siglato nel 2025 tra il gruppo e G4. La certificazione è stata conferita dopo un articolato processo di valutazione, che ha esaminato la governance del gioco responsabile del gruppo, l’efficacia dei presidi adottati nei diversi canali di offerta e il ruolo delle persone coinvolte nella diffusione quotidiana di una cultura della responsabilità e della sicurezza nel gioco.
Il percorso ha riguardato sia il rinnovo delle certificazioni già esistenti sia l’estensione a società finora non coperte. Ecco nel dettaglio i soggetti accreditati:
| Società / Brand | Canale | Tipo di accreditamento |
|---|---|---|
| Big Easy S.r.l. | Retail | Rinnovo |
| goldbet.it, lottomatica.it, betflag.it | Online | Rinnovo |
| Lottomatica Videolot Rete S.p.A. | Gaming machine | Prima certificazione |
| Gamenet S.p.A. | Apparecchi da gioco | Prima certificazione |
| GBO Italy S.p.A. | Scommesse retail e online | Prima certificazione |
| PWO S.p.A. | Scommesse retail e online | Prima certificazione |
| Giocaonline | Provider | Prima certificazione |
Come funziona l’audit G4: nove giorni di verifiche
A raccontare la portata del lavoro svolto è Ynze Remmers, G4 Lead Auditor: «Ciò che è emerso chiaramente durante le nove giornate di audit è che la tutela dei giocatori, in questo gruppo, si regge sulle persone che la mettono in pratica. In ogni sede visitata abbiamo incontrato un personale capace di spiegare non solo quale sia la procedura, ma anche il motivo della sua esistenza». L’accreditamento, precisa Remmers, «non è un traguardo, ma l’inizio di un percorso triennale»: lo standard va mantenuto nel tempo con sistemi e prove documentali adeguate.
Dal canto suo, Ida De Sena, Corporate Sustainability and Responsible Gaming Senior Manager di Lottomatica, parla di un riconoscimento che «testimonia la solidità del nostro impegno e la capacità di tradurlo concretamente nei processi, nelle tecnologie e nei comportamenti delle nostre persone». Una certificazione, insomma, che guarda ai meccanismi interni dell’azienda: governance, procedure, formazione del personale e strumenti messi a disposizione dei giocatori.
Cosa cambia per chi gioca
Per chi usa i siti e i punti vendita del gruppo, la certificazione significa in primo luogo che l’operatore si è impegnato a mettere in campo una serie di strumenti di tutela: limiti di gioco personalizzabili, possibilità di autoesclusione, informazioni sui rischi e percorsi di supporto. Sono gli stessi strumenti che il regolatore italiano richiede a tutti i concessionari: l’ADM impone ai soggetti autorizzati di garantire limiti di deposito e di gioco, sistemi di autoesclusione e messaggi informativi sui rischi, oltre alla possibilità di consultare il Registro Unico degli Autoesclusi (RUA) attivato a livello nazionale. E ogni giocatore dovrebbe conoscere e usare questi strumenti: impostare un limite di spesa, attivare l’autoesclusione o semplicemente decidere una pausa sono azioni concrete che riducono il rischio che il gioco si trasformi in un problema.
La notizia arriva, non a caso, proprio nelle settimane in cui il gruppo è sotto i riflettori per l’operazione di fusione con la spagnola Cirsa, destinata a creare uno dei maggiori operatori del gioco in Europa. In un mercato che si concentra, la domanda su quali tutele vengano garantite ai giocatori diventa ancora più importante, ed è positivo che gli standard di certificazione vengano estesi a tutti i perimetri operativi, dalla rete fisica al canale online.
La certificazione, però, non è una garanzia di protezione automatica: gli strumenti esistono, ma la scelta di usarli spetta al singolo. Nessun bollino, da solo, protegge dalla dipendenza: il gioco d’azzardo resta un’attività a rischio, e la prevenzione passa soprattutto dalla consapevolezza personale, dal riconoscimento precoce dei campanelli d’allarme e dalla disponibilità a chiedere aiuto quando il controllo sulla spesa si indebolisce.
Certificazione volontaria e regole pubbliche: i limiti da tenere a mente
Va ricordato che la certificazione G4 è uno strumento di autoregolamentazione volontaria dell’industria, non un obbligo di legge. Nel nostro Paese i presidi a tutela dei giocatori sono definiti principalmente dal quadro normativo gestito dall’ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), che disciplina concessioni, canali di gioco legale e strumenti come il Registro degli Autoesclusi. La certificazione volontaria può rafforzare gli standard di un operatore, ma non sostituisce la regolamentazione pubblica né il ruolo dei servizi sanitari nella cura del disturbo da gioco.
Per questo, davanti a una notizia del genere, la domanda giusta non è «quanto è bravo l’operatore», ma «cosa posso fare io per proteggermi». Alcune azioni concrete:
- Imposta un limite di spesa e di tempo prima di iniziare a giocare;
- Usa gli strumenti di autoesclusione se senti di perdere il controllo;
- Gioca solo su canali autorizzati ADM e diffida dai siti non regolamentati;
- Se qualcuno vicino a te ha un problema, parlare e rivolgersi a un SerD è il primo passo.
I segnali da non sottovalutare e dove chiedere aiuto
La dipendenza da gioco d’azzardo è un disturbo riconosciuto, e i segnali sono spesso subdoli: pensare costantemente al gioco, inseguire le perdite, mentire su quanto si spende, trascurare famiglia e lavoro. Se ti riconosci in questi comportamenti, o li riconosci in una persona cara, il passo più importante è chiedere aiuto: i SerD (Servizi per le Dipendenze) delle ASL offrono percorsi gratuiti, e i dati raccolti in questi anni mostrano che uscire dall’azzardo è possibile quando si è accompagnati.
Per orientarsi, si può partire dal nostro test di autovalutazione, approfondire come riconoscere la ludopatia, conoscere gli strumenti di autoesclusione o i limiti di gioco previsti dai siti legali. Il numero verde nazionale 800 558 822 è attivo per ricevere ascolto e indicazioni sui servizi più vicini.
Giocare è un divertimento, non una strategia per arricchirsi: la certificazione di un operatore non cambia la matematica del gioco né le probabilità di vincita. Proteggersi significa informarsi, fissare limiti e, quando serve, farsi aiutare.