
Anche luglio ha confermato la tendenza: il gioco d’azzardo online continua a crescere in Italia. La spesa nei soli casinò online ha raggiunto 304 milioni di euro nel mese, circa il 15% in più rispetto ai 263 milioni di luglio 2025. Sono i numeri raccolti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) sul mercato italiano e diffusi da Agipronews all’inizio di agosto. Dietro queste cifre c’è una realtà che merita attenzione: più cresce l’offerta, più aumentano i giocatori a rischio e le famiglie che si trovano a fare i conti con la dipendenza da gioco.
I numeri di luglio: un mese record per i casinò online
La spesa, precisa Agipronews, è la differenza tra quanto giocato e le vincite restituite agli utenti. È quindi la misura di quanto il settore trattiene davvero dai giocatori. A luglio ha toccato 304 milioni di euro, con la raccolta complessiva che si è attestata poco sopra i 7 miliardi di euro, in aumento del 9% rispetto al mese precedente.
A trainare il segmento sono le slot online, con una spesa di quasi 200 milioni di euro. Il gioco più giocato del mese è stato “Shining Crown” di Amusnet, davanti a “Book of Ra” di Novomatic e ad “Area Link Dragon” di Area Vegas. Tra gli operatori, Lottomatica supera il 31% del mercato, davanti al gruppo Flutter con il 27,7%.
| Indicatore | Valore registrato a luglio 2026 |
|---|---|
| Spesa complessiva nei casinò online | 304 milioni di euro |
| Variazione su luglio 2025 | +15% (263 milioni di euro) |
| Raccolta complessiva | oltre 7 miliardi di euro (+9% sul mese precedente) |
| Spesa delle slot online | quasi 200 milioni di euro |
| Primo operatore per quota di mercato | Lottomatica (oltre 31%) |
| Gioco più giocato | Shining Crown (Amusnet) |
Il quadro completo del mercato italiano del gioco online è disponibile nella nostra sezione dedicata alle statistiche del gioco.
Un mercato che non si ferma: i conti del 2025
I numeri di luglio proseguono una corsa che il bilancio dell’anno scorso racconta con chiarezza. Secondo i dati del Ministero dell’Economia elaborati da Libera e ripresi dal Corriere della Sera, nel 2025 in Italia sono stati giocati complessivamente 165,3 miliardi di euro, il 5% in più dell’anno precedente. Di questi, oltre 100 miliardi sono stati scommessi online, mentre il gioco fisico vale circa 64 miliardi.
Le perdite dei giocatori, cioè quanto resta davvero nelle casse dell’industria, hanno raggiunto quasi 21,9 miliardi di euro. Una cifra che, ha sottolineato Luciano Gualzetti della Consulta nazionale delle fondazioni antiusura di matrice ecclesiale, vale come una manovra finanziaria annuale. Il gettito per lo Stato è stato di 10,4 miliardi di euro, una quota in calo rispetto al volume d’affari del comparto: agli inizi del secolo arrivava quasi al 30%, oggi è abbondantemente sotto il 10%.
| Regione | Volume giocato nel 2025 |
|---|---|
| Lombardia | 26 miliardi di euro |
| Campania | 21,6 miliardi di euro |
| Lazio | 17,4 miliardi di euro |
| Sicilia | 16,2 miliardi di euro |
La Lombardia guida la classifica anche per le perdite, con 3,8 miliardi di euro. Tradotto in vita quotidiana, significa che ogni cittadino maggiorenne italiano ha speso in media quasi 300 euro al mese in gioco d’azzardo: una somma che, somma dopo somma, pesa sui bilanci familiari e rende ancora più urgente il lavoro di prevenzione al gioco d’azzardo.
Perché questi numeri riguardano la prevenzione
Dietro la crescita del mercato c’è un lato meno visibile: l’aumento del numero di persone che sviluppano un rapporto problematico con il gioco. L’Istituto Superiore di Sanità stima che in Italia circa 1,5 milioni di persone presentino un profilo di rischio moderato o grave legato al gioco d’azzardo, come spieghiamo nell’approfondimento su come riconoscere la dipendenza da gioco. E i più giovani non sono esclusi: secondo la Relazione al Parlamento, oltre 1 milione e 420 mila studenti hanno giocato d’azzardo nell’ultimo anno.
La crescita del segmento online merita attenzione per una ragione semplice: uno smartphone basta per giocare a qualsiasi ora, senza spostamenti e senza il controllo sociale che esiste in un esercizio pubblico. È il terreno ideale perché un’abitudine occasionale si trasformi in dipendenza da gioco, specialmente per chi è già vulnerabile. Le slot online, che da sole valgono quasi due terzi della spesa dei casinò, sono il prodotto più rapido e ripetitivo: ogni giro dura pochi secondi, e la velocità accorcia il tempo che serve per perdere il controllo.
Vale la pena ricordarlo sempre: la casa vince a lungo termine per costruzione, come mostra il nostro articolo sulle probabilità delle slot machine. Nessuna strategia, nessun sistema e nessuna “serie fortunata” cambia questo dato di fondo.
Cosa fanno le istituzioni
L’ADM non si limita a pubblicare i numeri. All’inizio di agosto la Procura di Messina, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno firmato un protocollo contro il riciclaggio nel gioco online, dopo che le indagini hanno evidenziato una sproporzione tra i redditi dichiarati in alcune aree e i volumi di gioco. È un tassello della stessa partita che si gioca sul fronte della prevenzione: regole più chiare significano anche meno spazi per il gioco illegale, che non offre alcuna tutela a chi gioca.
Sul versante della comunicazione, l’Agcom ha pubblicato le nuove regole per le campagne sul gioco responsabile, con paletti su testimonial e uso dei loghi per evitare che la prevenzione si trasformi in promozione: le abbiamo raccontate nel nostro articolo sulle nuove regole Agcom.
Come capire se il gioco è diventato un problema
I numeri raccontano un mercato in espansione, ma la domanda più importante è personale: il gioco è ancora un divertimento o è diventato un obbligo? Ci sono segnali che aiutano a capirlo:
- pensare al gioco in continuazione, anche quando si sta facendo altro;
- inseguire le perdite, cioè giocare di più per recuperare quanto perso;
- giocare per sfuggire a problemi o ad ansie, non per piacere;
- mentire a familiari e amici su quanto tempo e denaro si dedicano al gioco;
- chiedere denaro in prestito o toccare i risparmi per continuare a giocare;
- aver provato a smettere o a ridurre, senza riuscirci.
Chi si riconosce in uno o più di questi comportamenti può fare un primo passo con il nostro test sulla ludopatia, oppure rivolgersi direttamente a un servizio pubblico. In tutta Italia i SerD, i servizi per le dipendenze delle Asl, offrono percorsi gratuiti di ascolto, diagnosi e cura per il gioco d’azzardo patologico, anche per i familiari: trovi tutte le informazioni nella nostra pagina dedicata a cosa sono i SerD. Si può iniziare con una telefonata al numero verde nazionale 800 558 822: non serve una diagnosi, basta chiedere aiuto.
Giocare è un rischio, non una strategia per guadagnare. Se il gioco smette di essere un divertimento e diventa una preoccupazione, chiedere aiuto è il primo passo, non l’ultimo. Il gioco responsabile comincia da una domanda onesta: posso permettermi di perdere quello che sto giocando, e a quale prezzo per le persone che amo? Se il problema è già arrivato in casa, il SerD e il numero verde 800 558 822 sono lì per aiutare, gratuitamente e senza giudizio.