L’Ontario ha aperto l’azzardo online ai privati e gli accessi in pronto soccorso per disturbo da gioco d’azzardo sono quasi raddoppiati

Uno studio dell’Università di Toronto e dell’ICES mostra cosa è successo in Ontario dopo l’apertura del gioco online ai privati: accessi in pronto soccorso per disturbo da gioco d’azzardo cresciuti del 99% rispetto alle attese, soprattutto tra i giovani uomini. Perché riguarda anche l’Italia.

Giovane seduto su una sedia di sala d'attesa di un pronto soccorso di notte, illuminato dallo schermo di un dispositivo

In Ontario, la provincia canadese che nell’aprile 2022 ha aperto il mercato del gioco online agli operatori privati, gli accessi in pronto soccorso con un disturbo da gioco d’azzardo come causa principale o concorrente sono quasi raddoppiati rispetto a quanto sarebbe stato prevedibile senza quella apertura. Lo documenta uno studio dell’Università di Toronto e dell’ICES, pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine, che ha analizzato quattordici anni di dati sanitari: da gennaio 2012 a giugno 2025, su oltre 17,3 milioni di persone tra i 10 e i 105 anni.

Il numero assoluto è piccolo: 952 accessi, riferiti a 757 persone. Ed è proprio questo il punto che gli autori invitano a non fraintendere. Il pronto soccorso non è il luogo in cui il problema comincia, è il luogo in cui, dopo aver consumato denaro, relazioni e salute psicologica, il problema non riesce più a restare nascosto.

Che cosa ha trovato lo studio

I ricercatori non si sono limitati a confrontare un prima e un dopo. Hanno ricostruito l’andamento degli accessi negli anni precedenti all’apertura del mercato e hanno stimato che cosa sarebbe accaduto se quella traiettoria fosse continuata. La differenza tra la curva reale e la curva attesa è la misura del cambiamento.

La media trimestrale degli accessi è passata da 1,28 a 1,68 visite per milione di abitanti, con un incremento medio del 31,3 per cento nel periodo successivo alla liberalizzazione. Nel trimestre tra aprile e giugno 2025 il tasso osservato è risultato del 99 per cento superiore a quello previsto dal modello.

Indicatore Valore
Accessi in pronto soccorso analizzati 952, riferiti a 757 persone (2012-2025)
Popolazione osservata oltre 17,3 milioni di persone, dai 10 ai 105 anni
Quota di uomini tra i casi circa il 72 per cento
Aumento medio degli accessi dopo la liberalizzazione +31,3 per cento
Accessi nel trimestre aprile-giugno 2025 rispetto alle attese +99 per cento
Uomini tra i 10 e i 29 anni rispetto alle attese +154 per cento
Uomini tra i 30 e i 44 anni rispetto alle attese +116 per cento
Visite con un altro problema di salute mentale o uso pesante di sostanze oltre il 70 per cento
Visite concluse con un ricovero quasi un terzo

Va detto con chiarezza: si tratta di uno studio osservazionale. Non dimostra che l’apertura del mercato abbia causato l’aumento degli accessi, e non esclude che altri fattori abbiano contribuito nello stesso periodo. La coincidenza temporale, però, è difficile da ignorare, soprattutto perché il fenomeno si concentra in una fascia precisa della popolazione.

Una crescita lenta, non un’esplosione

Il dettaglio più utile per chi si occupa di prevenzione non è il numero finale, ma la forma della curva. In Ontario non c’è stata una fiammata nell’aprile 2022. Gli accessi sono cresciuti trimestre dopo trimestre, di circa il 7 per cento ogni volta, come una progressione silenziosa che nessuno avrebbe notato in un singolo mese di osservazione.

È lo stesso meccanismo che descrive la dipendenza da gioco quando si consolida: non un salto, ma una serie di passi piccoli abbastanza da sembrare gestibili. Per questo la sorveglianza sui nuovi mercati si misura in anni, non in settimane.

Chi arriva in pronto soccorso

Il profilo che emerge dalle cartelle cliniche è netto, e riguarda soprattutto i più giovani:

  • quasi tre quarti delle persone coinvolte sono uomini, circa il 72 per cento dei casi;
  • tra i maschi dai 10 ai 29 anni gli accessi hanno superato del 154 per cento il livello atteso;
  • tra gli uomini dai 30 ai 44 anni l’aumento è stato del 116 per cento;
  • tra le donne non è stato osservato un aumento statisticamente evidente;
  • in oltre il 70 per cento delle visite era presente anche un altro problema di salute mentale o un uso pesante di sostanze;
  • quasi un accesso su tre si è concluso con un ricovero.

«La concentrazione dell’aumento tra i maschi più giovani è particolarmente preoccupante, considerata la crescita rapida e la promozione delle scommesse sportive online, che puntano proprio su questa fascia di popolazione», osserva Ryan Forrest, primo autore dello studio. Il coautore Daniel Myran aggiunge un avvertimento che riguarda chiunque stia valutando di allargare il mercato: la maggior parte delle persone con un problema di gioco non chiede mai aiuto, quindi gli accessi in pronto soccorso potrebbero segnalare un aumento dei danni molto più grande di quello che si riesce a contare.

Lo stesso gruppo di ricerca aveva già documentato un forte aumento delle richieste di aiuto al servizio telefonico ConnexOntario dopo l’apertura del mercato. In quel caso la crescita poteva essere spiegata anche dalla maggiore visibilità del servizio, perché gli annunci di gioco sono obbligati a pubblicarne il numero. Il pronto soccorso, invece, non viene promosso da nessuna campagna pubblicitaria: per questo il nuovo dato è considerato un tassello indipendente.

Cronologia di un mercato che si allarga

Data Che cosa è successo
Agosto 2021 Il Canada legalizza le scommesse sportive su singolo evento
Aprile 2022 L’Ontario è la prima provincia ad aprire il gioco online agli operatori privati
2024 In Ontario si giocano 82,7 miliardi di dollari canadesi su 2,6 milioni di conti, in un mercato con 83 siti gestiti da 43 società private
Aprile-giugno 2025 Gli accessi in pronto soccorso risultano il 99 per cento sopra le attese
Luglio 2026 L’Alberta diventa la seconda provincia canadese ad aprire ai privati
16 settembre 2026 Lo studio ICES e Università di Toronto viene pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine

Che cosa insegna all’Italia

La domanda non è accademica. Il mercato italiano del gioco a distanza è stato riordinato dal decreto legislativo 41 del 2024, entrato in vigore il 13 novembre 2025: le concessioni sono passate a 52 licenze assegnate a 46 operatori, è stato vietato il modello delle skin con più marchi dietro la stessa licenza e sono state rafforzate le tutele per chi gioca, dall’autoesclusione al monitoraggio in tempo reale delle sessioni.

Il punto è che l’apertura del mercato e il rafforzamento delle tutele sono due binari diversi, e il caso dell’Ontario mostra che non basta liberalizzare per avere un sistema sicuro. La stessa ricerca ricorda che in Canada un’altra provincia, l’Alberta, ha aperto ai privati nel luglio 2026, mentre altre aree del Paese sono sotto pressione per fare lo stesso.

Sul versante italiano i numeri del 2025 raccontano una platea molto ampia. Secondo i dati citati in un’intervista al dottor Biagio Tinghino, che ha diretto per anni i servizi per le dipendenze di Monza, Vimercate e Seregno, la raccolta complessiva nazionale ha raggiunto i 165,3 miliardi di euro, pari al 7,3 per cento del prodotto interno lordo, con 20,7 milioni di italiani che giocano. Circa il 3,5 per cento sarebbe composto da giocatori problematici e il 2,2 per cento da giocatori patologici.

Sono stime, e vanno lette come tali. Ma indicano una quota di popolazione che, in valore assoluto, corrisponde a centinaia di migliaia di persone. Ed è esattamente la fascia in cui un sistema di cura e di prevenzione può fare la differenza prima che il problema arrivi in ospedale, in Italia come in Ontario.

I segnali da non sottovalutare

L’Organizzazione mondiale della sanità descrive il disturbo da gioco d’azzardo attraverso tre elementi: la perdita del controllo, la priorità crescente attribuita al gioco, la sua prosecuzione nonostante le conseguenze negative. Nessuno di questi tre elementi richiede un ricovero per essere riconosciuto. Prima della diagnosi ci sono già debiti, conflitti in famiglia, isolamento, ansia.

Se il gioco ha smesso di essere un divertimento occasionale, il primo passo è dare un nome a ciò che sta accadendo. Un test ludopatia può aiutare a capire se il proprio rapporto con il gioco merita un approfondimento, e la pagina sulla ludopatia spiega sintomi, fasi e percorsi di cura.

Dove trovare aiuto

In Italia esiste una rete pubblica dedicata alle dipendenze. I SerD, i servizi per le dipendenze delle aziende sanitarie locali, offrono valutazione e trattamento gratuitamente e senza obbligo di ricovero. Il numero verde nazionale 800 558 822 risponde a chi ha un problema di gioco o a un familiare che vuole capire come comportarsi.

Per chi vuole lavorare in anticipo, la sezione sulla prevenzione al gioco d’azzardo raccoglie strumenti concreti: limiti di spesa impostati in anticipo, autoesclusione dai conti di gioco, periodi di pausa dichiarati alla propria famiglia. Lo studio canadese è consultabile nella nota dell’Università di Toronto.

Il gioco d’azzardo non è una scorciatoia e non è una forma di guadagno: è un’attività in cui si perde, in media, più di quanto si vince. Se il gioco sta occupando spazio nella tua vita o in quella di una persona che ami, parlarne con un servizio specializzato non è un’ammissione di debolezza, è il modo più concreto per riprendere il controllo.