
I fondi per la prevenzione della ludopatia valgono oggi 32,195 milioni di euro l’anno, destinati ai piani regionali contro il gioco d’azzardo patologico. Una cifra importante, ma che le Regioni ritengono distribuita con criteri non sempre aderenti ai bisogni reali dei territori. Il tema è tornato al centro del confronto proprio mentre si chiudeva, senza esito, il capitolo del riordino del gioco fisico previsto dalla delega fiscale.
La scadenza del 29 agosto 2026, termine fissato per l’esercizio della delega contenuta nella legge n. 111 del 2023, è passata senza che il Governo approvasse il decreto legislativo sulla rete terrestre: apparecchi, sale e punti scommesse restano regolati dal mosaico di leggi regionali costruito negli anni. Ma le amministrazioni regionali non escono dalla partita: spostano il confronto sul terreno dove hanno competenze dirette, quello della programmazione degli interventi contro il disturbo da gioco d’azzardo e delle risorse necessarie per finanziarli.
Il riordino si ferma, le Regioni rilanciano sulla prevenzione
Il percorso era partito con la legge delega per la riforma fiscale n. 111 del 2023. Dopo il riordino del gioco a distanza, attuato con il decreto legislativo n. 41 del 2024, restava da intervenire sulla rete fisica: apparecchi, sale, punti scommesse e, soprattutto, il rapporto tra disciplina nazionale e normative territoriali. Un passaggio che tocca da vicino le Regioni, protagoniste di anni di leggi su distanze dai luoghi sensibili, orari e limitazioni.
Il mancato decreto non ha però chiuso il confronto. Secondo quanto ricostruito da Jamma, le Regioni hanno segnalato criticità proprio sul sistema di assegnazione e gestione dei fondi per la prevenzione e il contrasto del gioco d’azzardo patologico, il GAP. La loro richiesta arriva in un momento delicato: con il riordino fermo, la rete fisica resta disciplinata da regole regionali differenti, mentre sul versante sanitario sono sempre le Regioni a dover predisporre e realizzare i piani di intervento.
Dal Fondo GAP al Fondo unico per le dipendenze
La storia di questi soldi è lunga. Il Fondo per il gioco d’azzardo patologico era stato istituito dalla legge n. 208 del 28 dicembre 2015, la legge di Stabilità 2016, con l’obiettivo specifico di finanziare prevenzione, cura e riabilitazione delle persone interessate dal GAP. Le risorse venivano ripartite tra Regioni e Province autonome e utilizzate attraverso i rispettivi piani regionali.
Dal 2025 il sistema è cambiato. La legge di Bilancio n. 207 del 30 dicembre 2024 ha superato il Fondo autonomo per il GAP e istituito presso il Ministero della Salute il Fondo per le dipendenze patologiche, con una dotazione complessiva di 94 milioni di euro annui. Il gioco d’azzardo patologico è così entrato in un contenitore finanziario più ampio, insieme alle altre dipendenze, pur conservando una quota specificamente vincolata. Ecco come viene ripartito il Fondo:
| Destinazione del Fondo per le dipendenze patologiche | Quota | Importo annuo |
|---|---|---|
| Piani regionali sul gioco d’azzardo patologico | 34,25% | 32,195 milioni di euro |
| Piani regionali sulle altre dipendenze patologiche | 34,25% | 32,195 milioni di euro |
| Assunzioni a tempo indeterminato di personale nei servizi pubblici per le dipendenze | 30% | 28,2 milioni di euro |
| Dipartimento nazionale competente | 1,5% | 1,41 milioni di euro |
Il decreto del Ministero della Salute del 1° agosto 2025 ha definito il riparto per il triennio 2025-2027: dei 94 milioni complessivi del Fondo, 92,59 milioni vengono annualmente ripartiti tra le Regioni, per complessivi 277,77 milioni nel triennio. Di questi, 32,195 milioni per ciascuna delle tre annualità sono destinati specificamente alla realizzazione dei piani regionali sul gioco d’azzardo patologico.
Come vengono distribuiti i fondi: il peso del SIND
Il punto più delicato è il meccanismo di distribuzione. Il nuovo sistema non usa più soltanto la tradizionale quota di accesso al finanziamento sanitario: il 70% viene distribuito sulla base della quota regionale di accesso, mentre per il restante 30% entra in gioco il SIND, il Sistema informativo nazionale per le dipendenze, attraverso il numero di utenti trattati dai servizi pubblici. Per il riparto del triennio 2025-2027 sono stati utilizzati i dati SIND 2024: complessivamente 132.439 utenti.
Il risultato è che il peso delle singole Regioni può cambiare anche sensibilmente rispetto a una distribuzione fondata solo sulla quota sanitaria. Ecco il confronto per alcune Regioni:
| Regione | Quota di accesso al finanziamento sanitario | Quota di utenti SIND 2024 |
|---|---|---|
| Lombardia | 17,07% | 18,54% |
| Toscana | 6,41% | 8,87% |
| Campania | 9,48% | 6,18% |
| Sicilia | 8,26% | 4,71% |
La Lombardia, ad esempio, concentra il 18,54% degli utenti trattati contro una quota di accesso del 17,07%; la Toscana passa dal 6,41% all’8,87%. Al contrario, Campania e Sicilia vedono ridursi il proprio peso: la prima dal 9,48% al 6,18%, la seconda dall’8,26% al 4,71%. Sono scostamenti che cambiano concretamente quanti soldi arrivano a ogni territorio per la prevenzione e la cura.
Perché le Regioni sono preoccupate
Le criticità segnalate dalle Regioni non riguardano solo quanto lo Stato destina complessivamente al contrasto del GAP, ma anche attraverso quali parametri le risorse vengono distribuite, quanto questi criteri riflettano le effettive esigenze dei territori e quale continuità possa essere garantita ai programmi già avviati.
Il passaggio da un fondo specificamente dedicato al gioco d’azzardo patologico a un Fondo unico per le dipendenze rende la questione ancora più delicata: la quota per il GAP resta vincolata, ma si inserisce in una programmazione più ampia, nella quale contano anche la capacità dei servizi territoriali, il personale e i dati sugli utenti presi in carico.
- Parametri di riparto: i criteri di distribuzione possono non riflettere i bisogni reali di prevenzione dei territori;
- Continuità dei programmi: i piani regionali già avviati rischiano di vedere cambiare le risorse assegnate di anno in anno;
- Personale: una quota del Fondo, il 30%, è destinata alle assunzioni a tempo indeterminato nei servizi pubblici per le dipendenze, ma i tempi delle assunzioni sono lunghi;
- Fondo unico: il GAP condivide il contenitore con le altre dipendenze, con il rischio che la programmazione sanitaria lo assorba.
Cosa significa per la prevenzione
Per chi si occupa di prevenzione della ludopatia, la vicenda dei fondi è tutt’altro che una questione tecnica. I servizi pubblici per le dipendenze, i SerD delle ASL, dipendono da queste risorse per accogliere, prendere in carico e curare le persone con disturbo da gioco d’azzardo e le loro famiglie.
E i numeri del fenomeno in Italia mostrano un bisogno crescente: la raccolta dell’azzardo continua a salire, la migrazione verso l’online rende il gioco accessibile 24 ore su 24 e i profili più fragili sono i primi a chiedere aiuto quando spesso è già tardi.
La posta in gioco, spiegano gli operatori, è la continuità delle cure: un utente preso in carico da un SerD segue percorsi che durano mesi, e un cambiamento improvviso dei finanziamenti può interromperli. Per questo la richiesta delle Regioni è chiara: criteri più trasparenti, dati aggiornati e una programmazione pluriennale stabile. Una riflessione che si collega al più ampio quadro del mercato del gambling in Italia, dove il settore cresce mentre le risorse per la prevenzione restano un capitolo delicato del bilancio pubblico.
Dove chiedere aiuto
Se il gioco d’azzardo sta diventando un problema per te o per una persona cara, chiedere aiuto è il primo passo e non va fatto da soli. I SerD delle ASL offrono percorsi gratuiti di supporto e il numero verde nazionale 800 558 822 è attivo per parlare con operatori preparati. Si può iniziare anche con il nostro test di autovalutazione, uno strumento semplice per capire se il proprio rapporto con il gioco è a rischio.
Il gioco d’azzardo può creare dipendenza e può avere conseguenze gravi sulla salute, sulle relazioni e sulle finanze delle persone. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo e di prevenzione: conoscere come funzionano i finanziamenti pubblici serve a capire quanto è fragile la rete di aiuto, non a invogliare nessuno a giocare. I dati citati sono stati pubblicati da Jamma l’11 settembre 2026 e riguardano la distribuzione del Fondo per le dipendenze patologiche nel triennio 2025-2027.