A maggio 2026 è stata presentata la quarta edizione del “Libro Nero dell’azzardo”, curata dalla Fondazione ISSCON per CGIL e Federconsumatori, accompagnata da dati che confermano e aggravano un fenomeno già preoccupante: la diffusione sempre più capillare del gioco d’azzardo online nei piccoli comuni italiani. Questo studio si propone di colmare le lacune informative introdotte da una normativa del 2019, che limita la diffusione dei dati relativi al gioco fisico e oscura, di fatto, il quadro complessivo di un fenomeno in continua espansione.
L’articolo si pone l’obiettivo di fornire una mappatura accurata dell’azzardo online nelle piccole realtà locali, offrendo ai lettori una visione approfondita su come, nonostante la bassa densità abitativa, numerose anomalie siano emerse proprio in queste comunità.
Negli ultimi anni, l’azzardo online ha assunto proporzioni allarmanti in Italia, rivelando una realtà spesso nascosta nei piccoli comuni. Mentre l’attenzione mediatica si concentra sulle grandi città, il fenomeno si diffonde silenziosamente anche in centri con popolazioni ridotte.
Questa fascia, che rappresenta un quarto della popolazione italiana e il 41% dei comuni, mostra tendenze e anomalie significative che meritano attenzione.
Un’analisi dettagliata del volume di gioco online pro capite evidenzia che, tra i comuni con più di 10.000 abitanti, numerose realtà periferiche mostrano valori ben superiori ai capoluoghi di riferimento. Tra i comuni con i valori più elevati nel 2025 troviamo Patti (Messina) con 7.714 euro pro capite, Castel San Giorgio (Salerno) con 7.227 euro (in forte calo rispetto ai 18.045 euro del 2024) e Zola Predosa (Bologna) con 7.226 euro pro capite, terzo comune in Italia nonostante si trovi nella cintura bolognese.
Questi numeri sono notevolmente superiori alla media nazionale di 2.365 euro pro capite (fascia 18-74 anni), segnalando potenziali distorsioni e la necessità di un approfondimento sul contesto locale e sulle dinamiche sottostanti.
Sebbene il Sud Italia resti il principale motore del gambling online, con Campania (2.527 euro pro capite), Sicilia (2.472 euro) e Calabria (2.436 euro) in testa alla classifica regionale, i dati 2025 segnalano una novità significativa: la progressiva espansione di volumi anomali anche in aree del Nord e Centro-Nord.
Il caso più eclatante è quello di Legnano (provincia di Milano), dove la raccolta online è cresciuta di oltre 103 milioni di euro in un solo anno. Anche Gorgonzola (MI) ha registrato una crescita del 180%, superando i 5.000 euro pro capite. Più in generale, 21 dei 59 comuni con variazioni più forti nel 2025 si trovano al Nord, in particolare in Lombardia (10 comuni) ed Emilia-Romagna (6 comuni).
Questo suggerisce che l’azzardo online non sia un fenomeno esclusivamente legato alle difficoltà economiche del Sud, ma presenti elementi complessi e in rapida evoluzione anche nelle aree più sviluppate del Paese.
Il Libro Nero 2026 aggiorna e aggrava il quadro relativo all’intreccio tra azzardo legale e criminalità organizzata. Le stime indicano che tra 21 e 23 miliardi di euro di giocato online legale siano riconducibili all’attività delle mafie, su una raccolta complessiva online di 100,88 miliardi. Sommando la stima del gioco illegale, il mercato complessivo (legale e illegale) raggiungerebbe i 204 miliardi di euro.
Il report conferma che molte delle aree con alta incidenza di gioco si sovrappongono ai territori ad alta densità criminale. Nella classifica dei 100 comuni con i valori pro capite più elevati, sono numerosi quelli nei quali, negli ultimi decenni, sono stati disciolti i consigli comunali per infiltrazioni mafiose o che risultano destinatari di immobili confiscati alla criminalità organizzata.
L’incremento dell’azzardo online nei comuni italiani è un segnale d’allarme che richiede risposte concrete. Non è realistico vietare il gioco, ma è fondamentale contenerne l’impatto attraverso politiche nazionali e locali che considerino non solo le entrate fiscali, in progressiva riduzione, scese all’11,4 miliardi nel 2025 (6,9% della raccolta), ma anche i costi sociali e sanitari.
L’attuale normativa sembra insufficiente, e il progressivo smantellamento del divieto di pubblicità introdotto dal decreto Dignità del 2018, già parzialmente eroso dal DL 41/2024 e ora oggetto di una risoluzione parlamentare del marzo 2025 che chiede di riaprire alle sponsorizzazioni sportive, rischia di aggravare ulteriormente la situazione, in particolare per le fasce più vulnerabili della popolazione e per i giovani.
|
Comune (con più di 10.000 abitanti, fascia 18-74 anni) |
Provincia | Abitanti | Spesa pro capite (euro) |
| Patti | Messina | 12.649 | 7.714 |
| Castel San Giorgio | Salerno | 13.780 | 7.227 |
| Zola Pedrosa | Bologna | 19.500 | 7.226 |
| Formia | Latina | 35.000 | 6.824 |
| Isernia | Isernia | 20.450 | 6.306 |
Nota: il dato di Castel San Giorgio era 18.045 euro nel 2024, segnalando una riduzione di oltre 110 milioni di raccolta in un solo anno, dinamica che il report qualifica come anomalia da monitorare.
Nel 2025, il volume lordo del giocato (fisico e online) ha segnato un nuovo record con un incremento del 5% rispetto al 2024, raggiungendo i 165,34 miliardi di euro, pari al 7,3% del PIL nazionale. Una cifra che supera di 26 miliardi il valore del Fondo Sanitario Nazionale (138,6 miliardi) ed è più del doppio della spesa pubblica per l’istruzione.
Il biennio 2024-2025 ha visto un’ulteriore crescita del gioco online e una lieve contrazione della raccolta fisica (-1,3%). La raccolta online ha raggiunto i 100,88 miliardi di euro (+9,5% rispetto al 2024), mentre il gioco fisico si è attestato a 64,46 miliardi.
La raccolta pro capite nel 2025 è stata di 3.284 euro per ogni maggiorenne italiano, rispetto ai 2.996 euro del 2023. In termini reali, la raccolta è più che quadruplicata rispetto al 2006. Esiste una correlazione diretta tra crisi economica e aumento della propensione al gioco, alimentata dall’illusione di risolvere le difficoltà finanziarie attraverso una vincita. Non a caso, il Libro Nero definisce l’azzardo una “tassa sulla povertà”: sono le persone con redditi e titoli di studio più bassi a diventare più frequentemente giocatori problematici o dipendenti.
Incorpora questo grafico nel tuo sito:
<div class=”flourish-embed flourish-chart” data-src=”visualisation/20425036″><script src=”https://public.flourish.studio/resources/embed.js”></script><noscript><img src=”https://public.flourish.studio/visualisation/20425036/thumbnail” width=”100%” alt=”chart visualization” /></noscript></div>
Il sorpasso del gioco online rispetto al fisico, avvenuto già nel 2020, si è ulteriormente consolidato nel 2025, con il canale da remoto che ora vale il 61% della raccolta complessiva. A fine 2025 i conti gioco attivi erano 17,1 milioni, con l’84% che ha chiuso l’anno con un saldo negativo. I giocatori attivi stimati sono 4,8 milioni, con una spesa media per giocatore di circa 21.000 euro l’anno (1.750 euro al mese).
Nonostante le vincite percentualmente più alte rispetto al fisico, la migrazione verso l’online riduce le entrate erariali: nel 2006 lo Stato incassava il 19% della raccolta in tasse, nel 2025 questa quota è scesa al 6,9%. Il fatturato dei concessionari (10,4 miliardi nel 2025) è ormai prossimo a superare le entrate statali, con gli utili del settore cresciuti del 165% in termini reali tra il 2020 e il 2024.
Incorpora questo grafico nel tuo sito:
<div class=”flourish-embed flourish-chart” data-src=”visualisation/20425120″><script src=”https://public.flourish.studio/resources/embed.js”></script><noscript><img src=”https://public.flourish.studio/visualisation/20425120/thumbnail” width=”100%” alt=”chart visualization” /></noscript></div>
I dati 2025 confermano e ampliano il quadro già emerso nelle edizioni precedenti del Libro Nero. L’analisi territoriale a livello comunale, resa possibile grazie a una richiesta di accesso civico generalizzato avanzata da Federconsumatori Modena nei confronti di ADM, evidenzia come le anomalie più significative si concentrino in comuni periferici, spesso demograficamente ridotti.
La raccolta annuale media pro capite online per la fascia 18-74 anni è di 2.365,81 euro a livello nazionale, con forti differenze territoriali: nel Sud e Isole la media regionale più alta è quella della Campania (2.527 euro), mentre al Nord il valore più basso è quello del Veneto (921 euro per abitante).
Un’analisi dei comuni con più di 10.000 abitanti evidenzia come in 38 realtà si registrino valori superiori a 4.500 euro pro capite, con picchi che in alcuni casi superano abbondantemente i 5.000 euro, più del doppio della media nazionale.
Incorpora questo grafico nel tuo sito:
<div class=”flourish-embed flourish-chart” data-src=”visualisation/20424894″><script src=”https://public.flourish.studio/resources/embed.js”></script><noscript><img src=”https://public.flourish.studio/visualisation/20424894/thumbnail” width=”100%” alt=”chart visualization” /></noscript></div>
Incorpora questo grafico nel tuo sito:
<div class=”flourish-embed flourish-chart” data-src=”visualisation/20424984″><script src=”https://public.flourish.studio/resources/embed.js”></script><noscript><img src=”https://public.flourish.studio/visualisation/20424984/thumbnail” width=”100%” alt=”chart visualization” /></noscript></div>
Le analisi storiche mostrano variazioni significative nei volumi di gioco, con casi di comuni che registrano incrementi o contrazioni di decine o centinaia di milioni di euro in un solo anno, difficilmente spiegabili con la normale attività di gioco.
Il Libro Nero 2026 introduce esplicitamente un doppio indicatore di monitoraggio: l’indicatore di intensità (raccolta pro capite) e l’indicatore di tendenza (variazione annuale), per distinguere le anomalie strutturali da quelle di breve periodo. Le aree di crisi acuta si concentrano nelle regioni Calabria, Puglia (provincia di Lecce) e Sicilia (province di Palermo e Messina), ma emergono nuovi cluster preoccupanti anche in Lombardia, Emilia-Romagna e in alcune province del Lazio.
I giochi di abilità a distanza (casino online, poker, skill games) dominano la raccolta online con il 49,1% del totale nazionale. Seguono le scommesse sportive (11,6%), le lotterie (7,9%) e il lotto (5%).
Il Betting Exchange, pur minoritario in termini assoluti, mostra concentrazioni anomale in specifici comuni, come nel caso di Zola Predosa e Calderara di Reno in provincia di Bologna, che il report segnala come potenziali indicatori di attività di riciclaggio.
Il fenomeno del gioco d’azzardo online nei comuni italiani rappresenta una questione complessa e preoccupante, con implicazioni economiche, sociali e criminali significative. Le anomalie territoriali richiedono un monitoraggio più incisivo e la piena disponibilità dei dati comunali è una condizione imprescindibile per qualsiasi intervento efficace.
La sfida principale è trovare un equilibrio tra la regolamentazione del settore e la tutela delle comunità locali, contrastando i rischi di dipendenza e criminalità senza trascurare le entrate fiscali. Un approccio più trasparente e informato è essenziale per affrontare questa realtà in continua evoluzione, e gioco responsabile è qui per dare il proprio contributo.
Per comprendere appieno la gravità del fenomeno italiano, è utile collocarla nel contesto europeo. Secondo le elaborazioni di Federconsumatori su dati EGBA (European Gaming and Betting Association), il mercato europeo dell’azzardo vale complessivamente circa 127,7 miliardi di euro di GGR (Gross Gaming Revenue, ovvero le perdite nette dei giocatori) nella stima 2025. L’Italia, con circa 21 miliardi di euro di perdite, è di gran lunga il primo mercato del continente, davanti al Regno Unito (19,8 miliardi), alla Germania (14,4 miliardi) e alla Francia (14 miliardi).
Sul piano della composizione del mercato europeo, i dati 2024 mostrano due realtà molto diverse tra canale fisico e online. Nell’azzardo fisico, le lotterie dominano con il 33% del GGR continentale, seguite dai casinò (41%) e dalle scommesse sportive (11%), con AWP e VLT all’11% e il bingo/altro al 4%. Nell’azzardo online, invece, il casinò virtuale è la categoria predominante con il 45% del GGR europeo, seguita dalle scommesse sportive (29%), dal poker (15%), dalle lotterie online (5%) e dal bingo/altro (3%). Le scommesse ippiche risultano marginali in entrambi i canali.
Mentre in molti paesi europei il peso delle AWP e VLT nel fisico e del casinò online rimane contenuto, in Italia queste categorie rappresentano una quota sproporzionata della raccolta complessiva. Non a caso il Libro Nero 2026 sottolinea come l’Italia sia il Paese europeo con la peggiore combinazione di indicatori economici e di azzardo, e chieda con forza un rientro verso la media europea di raccolta, stimata in 100-120 miliardi di euro complessivi.
Fonti:
Sensibilizziamo le persone riguardo il la dipendenza da gioco d’azzardo, fornendo consigli per affrontarlo.
Copyright Giocoresponsabile.info © 2023. All rights reserved.