Nuove regole Agcom sul gioco responsabile: la prevenzione non deve diventare pubblicità

L’Agcom pubblica le nuove regole per le campagne sul gioco responsabile: paletti su testimonial, loghi e tutela delle fasce più vulnerabili. Ecco cosa cambia per i concessionari online e per chi gioca.

Gioco responsabile

L’Agcom ha pubblicato le nuove regole per le campagne di comunicazione sul gioco responsabile. L’Atto integrativo delle linee guida per operatori di gioco e media, reso noto l’11 agosto 2026, fissa paletti più stretti su testimonial, uso dei loghi e tutela delle fasce vulnerabili. Le norme sono obbligatorie per i concessionari online e mirano a contrastare la diffusione dei Disturbi da gioco d’azzardo (DGA). Un segnale importante, in un Paese dove nel 2025 sono stati giocati complessivamente oltre 165 miliardi di euro.

Cosa prevede il nuovo Atto integrativo dell’Agcom

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha definito come devono essere realizzate le comunicazioni sul gioco responsabile, affinché siano riconoscibili come messaggi di prevenzione e di tutela e non si trasformino, anche indirettamente, in pubblicità. Secondo quanto riportato da Agimeg e Agipro, le nuove linee guida toccano tre ambiti principali:

  • Testimonial e influencer: regole più rigide sul loro impiego nelle campagne, per evitare che volti noti e figure carismatiche vengano associati a un messaggio che deve restare di prevenzione;
  • Uso dei loghi: paletti su come e dove possono comparire i marchi degli operatori, per non trasformare l’informazione in promozione;
  • Tutela delle fasce vulnerabili: attenzione specifica verso chi è più esposto al rischio di sviluppare una dipendenza.

L’obiettivo dichiarato è duplice: far conoscere gli strumenti per giocare in modo consapevole e sensibilizzare sui rischi legati ai comportamenti ludopatici, contrastando la diffusione dei Disturbi da gioco d’azzardo.

I marcatori di rischio indicati dallo standard europeo

Le comunicazioni dovranno inoltre tenere conto dello standard europeo sui marcatori di rischio, ovvero quei comportamenti che segnalano una possibile deriva: la variazione improvvisa del volume o della frequenza delle puntate, l’accelerazione dei ritmi di gioco, l’aumento della frequenza dei depositi e dei relativi tentativi falliti. Riconoscerli in tempo, in sé stessi o in una persona cara, è il primo passo per intervenire prima che il problema si aggravi.

Perché queste regole arrivano in un momento delicato

I numeri del gioco d’azzardo in Italia restano imponenti. Secondo i dati del Ministero dell’Economia elaborati da Libera e citati dal Corriere della Sera, nel 2025 sono stati giocati 165 miliardi e 324 milioni di euro (+5% rispetto al 2024), con l’azzardo online che ha superato i 100 miliardi e quello fisico fermo sopra i 64. Le perdite dei giocatori hanno raggiunto 21 miliardi e 878 milioni di euro, una cifra pari a quasi 300 euro al mese per ogni cittadino maggiorenne. In testa alla classifica regionale c’è la Lombardia con 26 miliardi di euro giocati, seguita da Campania, Lazio e Sicilia.

Sul piano del gettito, l’azzardo ha portato all’erario 10 miliardi e 372 milioni di euro. “Agli inizi del secolo il gettito fiscale arrivava quasi al 30% del volume d’affari del comparto, oggi siamo abbondantemente sotto il 10%”, ha dichiarato Luciano Gualzetti, presidente della Consulta nazionale delle fondazioni antiusura e della Fondazione San Bernardino, che definisce “politicamente e moralmente inaccettabile” la tendenza a normalizzare l’azzardo. “Non siamo per chiudere il comparto, ma per regolamentarlo seriamente: lo Stato torni a fare lo Stato”.

I più giovani restano la priorità

A preoccupare maggiormente è la fascia degli adolescenti. Dall’indagine nazionale “Dipendenze comportamentali nella Generazione Z 2.0”, realizzata tra ottobre e dicembre 2025 dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità, emerge che più di uno studente italiano su sei tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio legato a social media, gaming o gioco d’azzardo. Il gioco d’azzardo coinvolge circa 340mila studenti. “Gaming, gioco d’azzardo e uso problematico dei social media non sono fenomeni isolati, ma condividono spesso le stesse condizioni di vulnerabilità”, sottolinea Pichini dell’Istituto Superiore di Sanità, confermando la necessità di interventi precoci e integrati che coinvolgano studenti, famiglie, scuola e servizi sanitari.

Cosa fare se il gioco sta diventando un problema

Le nuove regole dell’Agcom sono uno strumento di prevenzione, ma il primo passo spetta sempre a chi gioca e a chi gli sta accanto. Se riconoscete in voi stessi o in una persona cara alcuni dei segnali descritti, chiedere aiuto è la scelta più coraggiosa e più efficace: prima si interviene, migliori sono le possibilità di uscire dalla dipendenza. In Italia è possibile rivolgersi ai SerD, i servizi pubblici per le dipendenze delle ASL, o chiamare il numero verde nazionale 800 558 822, gratuito e anonimo.

Il gioco d’azzardo non è una via di uscita: è una porta che si chiude. La prevenzione, l’informazione e il sostegno delle persone giuste sono la strada per riprendere il controllo. Per approfondire, potete consultare le nostre statistiche sul gioco d’azzardo, le guide alla prevenzione del gioco d’azzardo e le informazioni sulla ludopatia. Se invece è una persona cara ad averne bisogno, trovate consigli su come aiutare gli altri a uscire dalla dipendenza.