Sempre più giovani in cura per il gioco d’azzardo: a Pordenone l’età minima scende a 11 anni

In provincia di Pordenone sono 122 le persone in cura per dipendenza da gioco d’azzardo, e l’età dei pazienti scende fino a 11 anni. I dati dell’indagine Iss sui comportamenti a rischio degli adolescenti e la battaglia contro la pubblicità del gioco.

Ragazzo e psicologa durante un colloquio di sostegno per la dipendenza dal gioco d'azzardo

Non sono più solo gli adulti a chiedere aiuto per la dipendenza dal gioco: cresce il numero dei giovani in cura presso i servizi pubblici e l’età di chi bussa alla porta dei SerD si abbassa anno dopo anno. È la fotografia che arriva dal Friuli Venezia Giulia, dove in provincia di Pordenone sono 122 le persone seguite per ludopatia dall’Asfo, l’Azienda sanitaria del Friuli Occidentale: tra loro i più giovani hanno appena 11 anni.

122 persone in cura nel Pordenonese, l’età minima scende a 11 anni

Il dato emerge da un servizio pubblicato dal Gazzettino lunedì 14 settembre 2026, che incrocia resoconti di fonti diverse: la «Data Room» di Astro, l’associazione degli operatori del gioco lecito, e le analisi del Centro nazionale sulle dipendenze dell’Istituto superiore di sanità. Il quadro è netto: la dipendenza dal gioco è una realtà radicata anche in una regione storicamente virtuosa come il Friuli Venezia Giulia, e colpisce sempre più giovanissimi, trascinati nel gioco d’azzardo online e nelle logiche dei videogiochi.

Il Friuli Venezia Giulia, del resto, condivide con il resto d’Italia l’aumento degli adolescenti che restano intrappolati nel gioco. Secondo i dati nazionali dell’Iss, oltre il 17% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni presenta almeno un comportamento a rischio. Nel frattempo la spesa complessiva per il gioco d’azzardo in Italia ha toccato nel 2025 i 156,34 miliardi di euro, il 5% in più dell’anno precedente, come rilanciato dal Movimento difesa dei consumatori (Mdc).

L’indagine Iss: un adolescente su sei ha un comportamento a rischio

A fotografare il fenomeno è l’indagine «Dipendenza comportamentali nella generazione Z 2.0», elaborata dall’Istituto superiore di sanità tra ottobre e dicembre 2025. I numeri parlano chiaro: oltre un adolescente su sei tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio legato a gaming, gioco d’azzardo e uso problematico dei social, e circa 340.000 studenti sono coinvolti in un gioco d’azzardo a rischio o problematico. Nella fascia tra i 14 e i 17 anni la quota supera il 22%: quasi uno studente su quattro.

Indicatore (indagine Iss «Generazione Z 2.0») Valore
Adolescenti 11-17 anni con almeno un comportamento a rischio Oltre 1 su 6
Ragazzi 11-13 anni con almeno un comportamento a rischio 17,3% (circa 280.000)
Studenti 14-17 anni con almeno un comportamento a rischio 17,9% (circa 400.000)
Studenti 14-17 anni con gioco d’azzardo a rischio o problematico Oltre il 22% (quasi 1 su 4)
Studenti coinvolti in gioco d’azzardo a rischio o problematico Circa 340.000
14-17enni che giocano esclusivamente online 20% di giocatori problematici

Secondo alcuni studi, l’Italia è al primo posto in Europa per diffusione del gioco d’azzardo tra gli adolescenti, con circa un milione di minori a rischio, come ricorda il Mdc. Dietro i numeri ci sono storie vere: ragazzi che hanno iniziato «per prova» con una schedina o un gioco online e si sono ritrovati in un vortice di debiti, bugie e isolamento, con famiglie che scoprono il problema solo quando è ormai grave.

Gioco online, il canale più insidioso per i minori

Il capitolo più preoccupante riguarda il gioco in rete. Tra i 14-17enni che giocano esclusivamente online, la percentuale di giocatori problematici sale al 20%: «è particolarmente critico il gioco online», evidenzia la ricerca dell’Iss. Le situazioni più gravi tra i minorenni sono associate a:

  • impulsività e aggressività elevate;
  • difficoltà del sonno;
  • sintomi ansiosi e depressivi;
  • esperienze di cyberbullismo;
  • un minore monitoraggio da parte degli adulti.

La facilità di accesso ai siti di gioco, la pubblicità aggressiva e la possibilità di giocare dallo smartphone in qualsiasi momento rendono sempre più sottile il confine tra videogioco e azzardo. Per questo riconoscere i segnali e intervenire presto è decisivo: la dipendenza da gioco d’azzardo è una patologia riconosciuta, e più precoce è il trattamento, maggiori sono le possibilità di uscirne.

La battaglia contro la pubblicità del gioco d’azzardo

A lanciare l’allarme è anche il Movimento difesa dei consumatori, che ha promosso una petizione contro la proposta di reintrodurre la pubblicità del gioco d’azzardo nel calcio italiano e ha chiesto all’Agcom, nell’ambito del riordino delle linee guida per il contrasto al disturbo da gioco d’azzardo, regole più rigorose a tutela dei consumatori e delle famiglie. In cima alla richiesta ci sono il divieto assoluto di pubblicità al gioco d’azzardo durante gli eventi sportivi e un’autoesclusione efficace.

«Oggi c’è una disparità di accesso tra entrata e uscita dal gioco: bastano pochi clic per aprire un conto gioco, mentre servono procedure molto più complesse per sospenderlo o chiuderlo», sottolinea l’associazione. «Servono interventi strutturali di educazione, contrasto, cura e riabilitazione», aggiunge Dino Durì, segretario del Mdc Fvg. Il presidente Raimondo Englaro richiama invece il ruolo basilare della scuola, per lo sviluppo delle life skills e della peer education: forme per imparare a prevenire il gioco d’azzardo, a riconoscerlo e a curarlo.

Cosa possono fare genitori e insegnanti

Di fronte a un fenomeno che coinvolge fasce d’età sempre più basse, la prevenzione parte dalla vita quotidiana. Ecco i passi concreti suggeriti dagli esperti e dalle associazioni:

  • Parlarne apertamente, senza colpevolizzare: il gioco d’azzardo va spiegato come un rischio concreto, non come un tabù.
  • Monitorare l’uso del telefono, soprattutto quando compaiono app di scommesse o di casinò online.
  • Osservare i cambiamenti di umore: irritabilità, ritiro sociale, calo del rendimento scolastico e richieste di denaro possono essere segnali precoci.
  • Fissare regole chiare su soldi e pagamenti digitali, evitando l’accesso illimitato a carte e conti.
  • Rivolgersi ai servizi specializzati al primo segnale di difficoltà: i SerD offrono percorsi gratuiti e senza giudizio.

La strada indicata dai dati è una sola: educazione, controllo e cura. Per approfondire, si può partire dalla nostra guida su che cos’è la ludopatia, da cosa prevede la prevenzione tra gli adolescenti e da quali percorsi offre il SerD. Il quadro completo dei dati è nel servizio del Gazzettino del 14 settembre 2026.

Se il gioco sta diventando un problema, non sei solo. Il gioco d’azzardo patologico è una dipendenza riconosciuta e si può curare. I servizi pubblici per le dipendenze (SerD) offrono percorsi di supporto gratuiti in tutte le Regioni, e il numero verde nazionale 800 558 822 è attivo per parlare con operatori formati in modo anonimo e senza giudizio. Se vuoi capire meglio la tua situazione, puoi iniziare dal nostro test di autovalutazione: riconoscere il problema è il primo passo per uscirne.