Settembre, il mese del gioco responsabile: l’esempio di New York e i numeri dell’Italia

Lo Stato di New York dedica settembre 2026 al gioco responsabile con la campagna “Take a Pause” e una giornata dedicata ai danni dell’azzardo. I numeri del Libro nero in Italia e dove trovare aiuto.

Uomo riflessivo al tavolo di cucina con telefono e caffè, calendario di settembre sullo sfondo

Oggi, 3 settembre 2026, la Great New York State Fair ospita il Gambling Harms Awareness Day, una giornata interamente dedicata ai danni del gioco d’azzardo. È uno dei momenti centrali del Responsible Gaming Education Month: settembre 2026 è stato proclamato dallo Stato di New York il mese del gioco responsabile, con quattro settimane di iniziative, formazione per gli operatori e informazione sui rischi rivolta ai giocatori. Un modello che può offrire spunti preziosi anche all’Italia, dove l’azzardo continua a battere ogni record di raccolta.

L’iniziativa è guidata dalla Responsible Play Partnership (RPP), che riunisce la New York State Gaming Commission, l’Office of Addiction Services and Supports (OASAS) e il New York Council on Problem Gambling. Come racconta JAMMA, la partnership lavora a stretto contatto con gli operatori autorizzati perché dispongano di strumenti e risorse adeguati a garantire ambienti di gioco sicuri, anche sulle piattaforme digitali. L’obiettivo è duplice: informare i giocatori sui segnali che possono indicare conseguenze negative legate al gioco e facilitare l’accesso tempestivo ai servizi di assistenza.

Al centro dell’edizione 2026 c’è la campagna “Take a Pause” promossa dall’OASAS: l’agenzia sta introducendo nuovi strumenti per incoraggiare i cittadini a fermarsi e riflettere sulle proprie abitudini di gioco, sulle possibili conseguenze per la vita personale, le finanze e le relazioni. Il presidente della New York State Gaming Commission, Brian O’Dwyer, ha sottolineato che l’integrazione delle pratiche di gioco responsabile in tutte le piattaforme autorizzate consente a New York di rappresentare un modello anche a livello nazionale. La commissaria dell’OASAS, Chinazo Cunningham, ha ricordato dal canto suo il lavoro svolto per garantire che chiunque abbia bisogno di assistenza possa trovare servizi adeguati in tutto lo Stato.

Perché un mese del gioco responsabile serve anche in Italia

L’esempio di New York arriva mentre in Italia i numeri dell’azzardo raggiungono livelli mai visti. Secondo la quarta edizione del “Libro nero sull’azzardo”, il rapporto annuale realizzato da Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon dal titolo “Lo Stato perdente”, nel 2025 la raccolta complessiva ha toccato il record storico di 165,34 miliardi di euro: una crescita del 5% rispetto all’anno precedente, pari al 7,3% del Pil nazionale. Dietro la raccolta, però, ci sono le perdite reali dei cittadini: 21,88 miliardi di euro, più o meno il valore di una manovra finanziaria.

Indicatore (Italia, 2025) Valore
Raccolta complessiva dell’azzardo 165,34 miliardi di euro
Crescita rispetto al 2024 +5%
Peso sul Pil nazionale 7,3%
Perdite nette dei cittadini 21,88 miliardi di euro
Spesa media per ogni maggiorenne 3.284 euro

I dati del Libro nero fotografano un mercato che è il primo in Europa e tra i principali al mondo, trainato dal boom del canale online. Approfondisci il quadro con le statistiche del gioco d’azzardo in Italia aggiornate. Ogni maggiorenne ha speso in media 3.284 euro in azzardo nel corso del 2025, con punte ancora più alte al Sud. Sono numeri che rendono evidente perché iniziative di sensibilizzazione come il mese del gioco responsabile abbiano senso anche nel nostro Paese: la prevenzione non è un lusso, ma una necessità strutturale.

La Toscana, un esempio di prevenzione con i numeri

In Italia la prevenzione esiste e funziona, soprattutto a livello regionale. La Regione Toscana, ad esempio, ha destinato 1 milione e 910 mila euro al contrasto della dipendenza da gioco d’azzardo nell’ambito della terza edizione del Piano regionale per la prevenzione, la cura e la riabilitazione dei disturbi da gioco. I fondi, come riporta Toscana Notizie, sono andati ad Asl, Anci Toscana e IFC-CNR di Pisa.

I risultati di questo lavoro sono concreti: dal 2021 sono stati formati oltre 700 operatori tra settore pubblico e Terzo Settore, organizzati più di 200 eventi di informazione per la cittadinanza e coinvolti oltre 5.000 studenti in attività educative sui fattori di rischio e protezione. Eppure la sfida resta enorme: secondo i dati ADM, in Toscana la raccolta 2023 è stata di circa 8,1 miliardi di euro, pari a 2.214 euro pro capite, minori compresi. Nel 2024 i soggetti presi in carico dai Servizi per le dipendenze regionali sono stati 1.302, con un’età media di circa 49 anni: un profilo che sfata il luogo comune del giovane giocatore “perduto”, perché il problema riguarda soprattutto adulti e persone mature.

I segnali da non sottovalutare

Il messaggio del Responsible Gaming Education Month è semplice: il gioco responsabile inizia dalla consapevolezza. Ci sono alcuni campanelli d’allarme che possono aiutare a capire se il rapporto con il gioco sta diventando un problema:

  • Pensare al gioco in modo costante, anche quando si fanno altre attività;
  • Giocare per recuperare le perdite, aumentando le puntate;
  • Mentire a familiari e amici sulla quantità di denaro e tempo dedicati al gioco;
  • Trascurare lavoro, scuola o relazioni a causa del gioco;
  • Problemi economici ricorrenti, prestiti o debiti per continuare a giocare;
  • Irritabilità e agitazione quando si cerca di smettere o ridurre.

Se ti riconosci in uno o più di questi segnali, il primo passo è parlarne con qualcuno. Puoi iniziare dal nostro test sulla ludopatia per valutare la situazione in modo anonimo, oppure leggere come riconoscere la dipendenza da gioco d’azzardo per capire cosa succede quando il gioco smette di essere un divertimento. La vergogna è il peggior consigliere: chiedere aiuto è un atto di forza, non di debolezza.

Dove trovare aiuto in Italia

Nel nostro Paese la rete di supporto è capillare e gratuita. Il punto di riferimento principale sono i SerD, i Servizi per le Dipendenze delle Asl, presenti in tutte le province: offrono percorsi di cura, sostegno psicologico e supporto anche ai familiari. Per un primo contatto, anche solo per parlare in modo anonimo, si può chiamare il numero verde nazionale 800 558 822, attivo per chi ha problemi con il gioco d’azzardo e per chi sta accanto a un giocatore.

Strumenti di autolimitazione e autoesclusione dai canali di gioco legale sono inoltre disponibili attraverso i sistemi ADM, e molte regioni finanziano sportelli di ascolto sul territorio. Se la persona in difficoltà è un familiare, esistono percorsi dedicati anche per chi vive accanto a un giocatore: nessuno deve affrontare questa situazione da solo.

L’esempio di New York ci ricorda che la prevenzione funziona quando è costante, organizzata e sostenuta da numeri veri. Anche in Italia i dati ci dicono che serve fare di più: il mese del gioco responsabile può iniziare da un gesto semplice, oggi — fermarsi, riflettere, e se serve chiedere aiuto. Il gioco deve rimanere un passatempo, mai un bisogno. Se senti di aver perso il controllo, parlane con un professionista o chiama il numero verde 800 558 822: c’è sempre una strada per tornare a scegliere liberamente.