Slot più generose e tasse più basse: la proposta dell’industria del gioco e i dubbi della prevenzione

Al Forum ACADI di Roma i concessionari hanno chiesto payout al 70%, PREU al 20% e nuove macchine per contrastare il gioco illegale. I numeri del Bilancio di sostenibilità, cosa cambierebbe per chi gioca e perché la prevenzione chiede altro.

Slot machine accesa in un bar italiano

Al Forum ACADI 2026, che si è tenuto il 7 ottobre a Roma nella sede di Confcommercio, i concessionari del gioco pubblico hanno presentato il Bilancio di sostenibilità del comparto e una richiesta precisa: cambiare i parametri delle macchine. Al centro del confronto c’è il payout slot machine, cioè la quota delle somme giocate che torna ai giocatori sotto forma di vincite. L’industria sostiene che alzarla aiuti a contrastare il gioco illegale. La prevenzione guarda gli stessi numeri e legge una storia diversa.

Cosa chiedono i concessionari

ACADI, l’associazione dei concessionari dei giochi pubblici aderente a Confcommercio, ha dedicato la giornata all’impatto sociale delle regole. Il presidente Geronimo Cardia lo ha detto in modo diretto: «La domanda non sparisce: migra da un prodotto all’altro, da un canale all’altro, quando non finisce nell’illegalità». Per questo, secondo l’associazione, le regole non vanno valutate per le intenzioni ma per ciò che producono. Con la delega per il riordino del gioco fisico ormai scaduta, ACADI chiede «misure ponte» urgenti.

Le richieste concrete sono quattro:

  • riequilibrare il PREU, il prelievo erariale unico che lo Stato applica alle giocate;
  • aumentare il payout, cioè la parte restituita in vincite;
  • sperimentare AWP e VLT di nuova generazione, apparecchi tecnologicamente più controllabili;
  • ottenere proroghe che non si trasformino in un costo aggiuntivo per gli operatori.

Sul tavolo c’è anche una proposta tecnica di SAPAR, l’associazione dei gestori: una nuova AWP con payout al 70%, PREU al 20% e vincita massima di 200 euro, accompagnata da messaggi di prevenzione del gioco problematico mostrati direttamente sulla macchina.

Il presidente Sergio D’Angelo ha chiesto di affiancare alla tecnologia formazione, informazioni sui servizi di aiuto e collaborazione con le competenze sanitarie.

Il direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Mario Lollobrigida, ha confermato la direzione: «Noi faremo una proposta sull’aumento del payout delle macchine, con una corrispondente diminuzione del PREU». Ha anche spiegato che il testo di riordino arrivato a Palazzo Chigi era equilibrato e che, a questo punto, le proroghe sono necessarie.

Nel resoconto del Forum ACADI trovano spazio anche gli interventi di Renato Loiero, consigliere del presidente del Consiglio, che non esclude un passaggio nei decreti correttivi della delega fiscale, e del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, che indica la primavera 2027 come orizzonte per nuove regole.

I numeri del Bilancio di sostenibilità

Il documento presentato al Forum fotografa una filiera che conta circa 60.000 imprese, 145.000 occupati e oltre 260 concessioni, con un valore aggiunto stimato in 28,03 miliardi di euro considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti. Accanto a questi numeri ce ne sono altri che riguardano più da vicino chi gioca.

Indicatore Valore
Raccolta complessiva dei giochi (2018-2025) da 106,8 a 165,4 miliardi di euro
Raccolta degli apparecchi (2018-2025) da 48,7 a 31,5 miliardi di euro
Spesa effettiva dei giocatori (2025) circa 21,7 miliardi di euro
Gettito da gioco e vincite circa 11,5 miliardi di euro
Quota del canale online sulla raccolta circa 61%
Spesa su AWP e VLT (2018-2025) da 10,3 a 7,8 miliardi di euro (-24,3%)
Spesa complessiva sui giochi regolamentati (2018-2025) +14,8%
Comuni che hanno perso il presidio di gioco 662
Addetti persi dalla filiera circa 9.500

Il primo dato da tenere a mente è la differenza tra raccolta e spesa. La raccolta è il totale delle somme giocate, comprese quelle poi restituite in premi; la spesa effettiva è ciò che i giocatori lasciano davvero sul tavolo, e nel 2025 si è attestata intorno ai 21,7 miliardi di euro. È questa la cifra che pesa sui bilanci delle famiglie, ed è questa che finanzia, insieme al gettito, l’intero comparto.

La domanda non sparisce, cambia canale

Il passaggio più significativo del Bilancio riguarda la composizione del mercato. Tra il 2018 e il 2025 la raccolta complessiva è cresciuta di circa un terzo, mentre quella degli apparecchi è scesa da 48,7 a 31,5 miliardi. Nello stesso periodo la spesa su AWP e VLT è calata del 24,3%, da 10,3 a 7,8 miliardi di euro, mentre la spesa complessiva sui giochi regolamentati è aumentata del 14,8%.

In altre parole: le slot nei bar e nelle sale rendono meno, ma il gioco nel suo insieme non si è ridotto. Si è spostato.

Il direttore del Ser.D della Versilia, Guido Intaschi, ha riassunto la stessa dinamica con i numeri del 2025: offerta complessiva oltre i 165 miliardi di euro, circa 100 miliardi riferibili al gioco online e quasi 22 miliardi persi dai giocatori.

La contrazione dell’offerta fisica, insomma, non ha cancellato la domanda: ne ha cambiato il canale, e i casino aperti da poco puntano in gran parte sul web. E sul canale online i limiti di orario e di distanza dai luoghi sensibili non esistono, come ha ricordato lo stesso Lollobrigida confrontando gli orari delle slot di Roma con le slot online sempre disponibili. Chi vuole capire come funziona davvero il meccanismo della vincita può partire dalla matematica raccontata nella nostra analisi su quanto sia realistico vincere alle slot machine.

Le macchine a doppia scheda e il gioco illegale

Sul fronte dell’illegalità, il direttore Giochi di ADM ha riferito che i controlli condotti con la Guardia di Finanza e le altre forze dell’ordine hanno rilevato apparecchi con doppia scheda, utilizzati in parte fuori dal circuito autorizzato.

Le nuove AWP previste dal riordino dovrebbero affrontare anche queste criticità. È il terreno su cui l’industria costruisce il suo argomento principale: se la rete legale si contrae, lo spazio per l’offerta abusiva si allarga, e con essa i rischi per i giocatori, che su un circuito illegale, come un casino non AAMS, non hanno tutele, non possono contestare nulla e non trovano alcuno strumento di autoesclusione.

L’argomento merita attenzione, ma non è una risposta al problema della dipendenza. Una rete legale più solida riduce l’esposizione all’illegalità; non riduce, da sola, la propensione a giocare oltre le proprie possibilità. Lo dice il Bilancio stesso quando ricorda che la spesa continua a crescere mentre i presidi territoriali si diradano, e lo dicono le associazioni di prevenzione quando chiedono apparecchi con avvisi chiari, più ricerca scientifica sulla ludopatia e formazione per gli operatori.

Che cosa significherebbe un payout più alto per chi gioca

Un payout al 70% significa che, in media, su 100 euro giocati circa 70 tornano sotto forma di vincite e 30 restano tra gestore ed erario. Un payout più alto rende il gioco più attrattivo, perché le vincite, anche piccole, arrivano più spesso: è esattamente questo il meccanismo che alimenta l’illusione di essere vicini al colpo grosso. Chi vuole osservare questi meccanismi senza rischiare denaro può partire dalla modalità dimostrativa gratuita. La frequenza delle vincite, e non la loro entità, è il fattore che più pesa sul rischio di dipendenza, perché premia la ripetizione.

Per questo la prevenzione guarda con attenzione a ogni proposta che renda le macchine più generose: il numero che conta non è quanto si vince, ma quanto si perde nel tempo. Il nostro calcolatore delle perdite da gioco d’azzardo permette di farsi un’idea concreta di come una spesa piccola e ripetuta diventi, mese dopo mese, una cifra importante.

Gli strumenti che riducono davvero il rischio restano altri, e sono già disponibili su tutti i conti di gioco legali: i limiti di deposito e di spesa, che si impostano prima di iniziare e non si modificano in pochi minuti, e l’autoesclusione, che dal 2026 può essere trasversale, cioè valida su tutti i concessionari. Sono misure meno visibili di un aumento del payout, ma sono quelle che cambiano il rapporto con il gioco. Per chi vuole andare oltre, la nostra guida spiega come smettere di giocare alle slot.

Dove trovare aiuto

Il disturbo da gioco d’azzardo è l’unica dipendenza comportamentale inserita nei Livelli essenziali di assistenza, quindi è curato dal Servizio sanitario nazionale. I SerD offrono percorsi gratuiti di valutazione e cura, per la persona e per i familiari: spieghiamo quando rivolgersi al servizio pubblico e quando a uno psicologo privato. Il censimento dell’Istituto Superiore di Sanità conta 163 servizi del Servizio sanitario dedicati al gioco d’azzardo, distribuiti tra Nord, Centro e Sud.

Chi ha bisogno di un primo orientamento può chiamare il Telefono Verde Gioco d’Azzardo 800 558 822, attivo dal 2017 e gestito dall’ISS con psicologi, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16. Dal 24 giugno 2026 esiste anche il Numero Verde Unico Dipendenze 800 940 789, gratuito e anonimo, che copre droga, alcol, fumo, doping, nuove tecnologie e gioco d’azzardo, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19:30.

Il gioco d’azzardo non è una colpa né una debolezza: è un comportamento che può diventare una dipendenza, e chiedere aiuto presto cambia il percorso. Se il gioco ha smesso di essere un divertimento, se si gioca per recuperare le perdite o se si mente a chi ci sta vicino, parlane con il tuo medico di base, contatta il SerD della tua zona o chiama uno dei numeri verdi. Il gioco deve restare un gioco, con un limite di tempo e di denaro deciso prima di iniziare.