Riordino del gioco fisico, la scadenza del 29 agosto: cosa cambia per slot, distanze e prevenzione

La delega per riformare la rete fisica del gioco scade il 29 agosto 2026. Il Governo non toccherà le distanze dai luoghi sensibili, il Pd chiede meno slot e più poteri ai Comuni. Numeri, posizioni e cosa significa per la prevenzione della ludopatia.

Un cartello di divieto per le slot machine davanti a un locale in una strada italiana

Manca un giorno alla scadenza che il mondo del gioco d’azzardo attende da mesi: entro il 29 agosto 2026 il Governo deve completare il riordino del gioco fisico, la riforma della rete di slot machine, Vlt, sale scommesse e punti vendita presenti nelle città italiane. È una data fissata nella legge delega fiscale, e intorno a essa si è acceso uno scontro politico che tocca una questione molto concreta per tutti: dove si può giocare, a quale distanza dalle scuole e dalle chiese, e quanti apparecchi resteranno nei nostri quartieri.

Per capire perché questa riforma riguarda anche chi non ha mai messo piede in una sala giochi, bisogna partire dai numeri e dalle posizioni in campo. Ecco cosa sta succedendo, con dati e fonti verificabili.

Una scadenza scritta nella legge delega fiscale

Il riordino della rete fisica è la seconda gamba della riforma dell’azzardo legale, dopo quella già attuata per il gioco online con il decreto legislativo 41 del 2024. Sul tavolo del Ministero dell’Economia c’è la ridefinizione di un comparto che nel 2025 ha toccato il record storico di 164,6 miliardi di euro di raccolta, di cui oltre 31 miliardi generati dalla sola rete fisica di apparecchi AWP e Vlt, secondo i dati riportati dal Quotidiano Nazionale. Sono cifre enormi, che spiegano perché il dossier sia tra i più delicati dell’agenda economica: la riforma tocca concessioni, gare, nulla osta e, soprattutto, la presenza sul territorio di migliaia di punti di gioco.

Le Regioni avevano chiesto da tempo di spostare il termine, e la scadenza era già stata rinviata prima di essere fissata ad agosto. Ora, con la delega in scadenza, la domanda è se il decreto arriverà in tempo o se la riforma finirà di nuovo rinviata, magari alla prossima legislatura.

Il nodo delle slot machine e delle nuove gare

Al centro della discussione ci sono i nulla osta per le slot machine e le quote massime di diritti detenibili dai concessionari: tra le ipotesi allo studio ci sarebbe un tetto del 34% dei diritti di un singolo gruppo all’interno della futura rete nazionale. È un passaggio che determina il peso dei grandi operatori e la sopravvivenza di centinaia di piccole e medie imprese della filiera. Le opposizioni, però, contestano l’impostazione di fondo: parlano di una riforma costruita più sulle esigenze di gettito dello Stato che sulla tutela sociale, e chiedono di invertire la logica, mettendo al centro l’impatto dei punti gioco sui territori, la densità abitativa e gli indicatori di fragilità sociale.

Distanze dai luoghi sensibili: nessuna modifica in vista

Sul fronte della prevenzione arriva una notizia importante, comunicata il 27 agosto. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha chiarito che il Governo non modificherà le norme sulle distanze tra i punti di gioco e i luoghi sensibili, scuole e oratori in testa. Il decreto potrebbe arrivare all’esame del Consiglio dei Ministri, ma senza toccare i cosiddetti distanziometri, le soglie che oggi impediscono l’apertura di punti di gioco vicino ai luoghi più frequentati dai giovani. Una posizione che si discosta dalle valutazioni tecniche del Ministero dell’Economia, secondo cui la revisione delle distanze sarebbe necessaria per avviare le nuove procedure di gara, come ricostruito da AGIMEG.

La distanza dai luoghi sensibili è uno degli strumenti che i Comuni usano da anni per limitare la diffusione dell’azzardo: non è una formalità burocratica, ma una misura che incide davvero sull’esposizione dei più giovani al gioco d’azzardo. È il cuore della prevenzione al gioco d’azzardo, e ogni scelta su questo tema va valutata con attenzione.

La mozione del Pd: meno slot, più poteri ai Comuni, stop ai bonus

Alla Camera il Partito Democratico ha depositato una mozione e un’interrogazione che chiedono al Governo di completare entro il 2026 la riforma della rete fisica mettendo al centro la tutela della salute, i minori e i soggetti fragili. Le richieste sono chiare:

  • meno apparecchi AWP e Vlt sul territorio, con una riduzione progressiva dell’offerta parametrata alla densità abitativa, alla fragilità sociale e alla presenza della criminalità organizzata;
  • distanziometri più ampi e più potere ai Comuni su orari e localizzazione dei punti di gioco;
  • stop ai bonus e alle campagne aggressive di invito al gioco;
  • più controlli antimafia sulla filiera delle concessioni, tema su cui insistono anche esponenti del Movimento 5 Stelle.

Anche le Regioni chiedono da anni criteri condivisi su distanze e orari, oltre a una quota del gettito generato sui territori. Senza un’intesa, il rischio è che la riforma finisca impantanata come è accaduto in passato, lasciando inalterato un panorama fatto di regole regionali e comunali spesso molto diverse tra loro.

I numeri del paradosso: gettito in crescita, prevenzione in difficoltà

Mentre il comparto cresce, gli strumenti di contrasto alla dipendenza si sono ridotti. Con la legge di bilancio 2025 è stato abolito l’Osservatorio nazionale sul gioco patologico e le risorse sono confluite in un Fondo unico per le dipendenze: i fondi specificamente destinati al disturbo da gioco d’azzardo sono scesi da circa 50 a poco più di 32 milioni di euro. La Corte dei Conti ha richiamato il Governo a considerare non solo le entrate fiscali ma anche i costi sociali dell’azzardo.

Voce Dato
Raccolta totale del gioco in Italia nel 2025 164,6 miliardi di euro (record storico)
Raccolta della sola rete fisica (AWP e Vlt) oltre 31 miliardi di euro
Fondo per il contrasto alla ludopatia prima della legge di bilancio 2025 circa 50 milioni di euro
Fondo per il contrasto alla ludopatia dopo la legge di bilancio 2025 poco più di 32 milioni di euro
Scadenza della delega per il riordino del gioco fisico 29 agosto 2026
Tetto dei diritti per singolo gruppo nella rete nazionale (ipotesi) 34%

Il legame tra azzardo, impoverimento e usura è denunciato da tempo anche dalla Conferenza Episcopale Italiana e dalle fondazioni antiusura, e rende il riordino del gioco fisico molto più di una partita tecnica. I dati sulle statistiche del gioco in Italia aiutano a inquadrare il fenomeno nella sua reale dimensione, come spieghiamo nella nostra pagina dedicata alle statistiche del gioco.

Cosa significa per chi gioca, o per chi ha un familiare a rischio

Dietro i numeri della riforma c’è una domanda quotidiana: come capire se il gioco è diventato un problema. La matematica delle slot machine è impietosa, come illustra la nostra guida alle probabilità di vincita: più si gioca, più la perdita attesa cresce, qualunque sia la strategia. La dipendenza da gioco d’azzardo è una patologia riconosciuta, che si può curare, e riconoscerne i segnali in tempo è il primo passo. Se il gioco è diventato un’ossessione, non bisogna aspettare: esiste una rete pubblica di supporto, i SerD, i servizi per le dipendenze presenti in tutta Italia, e nella nostra pagina sulla ludopatia trovi sintomi, cause e percorsi di cura.

Il messaggio di questa scadenza

Che il decreto arrivi il 29 agosto o venga rinviato, la vera partita si gioca sui territori e nelle scelte di ogni giorno. Le distanze dalle scuole, il numero di apparecchi, i controlli sulle concessioni e i fondi per la prevenzione sono strumenti che proteggono tutti, non solo chi è a rischio. Per questo è importante seguire questa riforma con occhio attento e, allo stesso tempo, tenere sempre presente una regola semplice: il gioco d’azzardo non è mai una soluzione, ed è normale chiedere aiuto.

Se tu o una persona cara state vivendo un problema con il gioco, parlane con un medico o rivolgiti al SerD più vicino: è un servizio pubblico, gratuito e riservato. È attivo anche il numero verde nazionale 800 558 822. Chiedere aiuto non è una sconfitta, è il primo passo per riprendere in mano la propria vita.