
Si può giocare d’azzardo senza passare da una carta di credito, da un conto italiano o da un documento d’identità: basta trasferire criptovalute all’indirizzo di un casinò crypto. Nessuna banca vede il movimento, nessuna autorità italiana lo autorizza e sul conto di gioco non esistono i limiti di spesa, i controlli sull’età e gli strumenti di autoesclusione che valgono per i concessionari dello Stato. La scala del fenomeno la raccontano i dati on-chain diffusi ieri dalla piattaforma di analisi Web3Bet: in una sola settimana i 41 casinò in criptovaluta monitorati hanno incassato 1,12 miliardi di dollari di depositi.
È denaro che viaggia su dieci reti blockchain e che non entra in nessuna statistica della raccolta legale italiana. Per chi si occupa di prevenzione la domanda non è quanto si gioca, ma con quali tutele: in questo caso, praticamente nessuna.
Un miliardo di dollari in sette giorni
La rilevazione pubblicata nella sezione Casino deposits statistics di Web3Bet misura i trasferimenti in criptovaluta verso gli indirizzi delle piattaforme di gioco: 1,12 miliardi di dollari in sette giorni, con una flessione dell’11,7% rispetto al periodo di confronto precedente. Nello stesso intervallo le transazioni sono state oltre 1,84 milioni, in aumento del 4,7%, mentre il valore medio di ogni deposito si è fermato a 606 dollari, in calo del 16,2%.
La classifica degli operatori è dominata da un solo nome: Stake, con 509,3 milioni di dollari settimanali, pari a circa il 45% del volume complessivo monitorato. Seguono Duel con 100,9 milioni, Roobet con 74,9, Rainbet con 73,7 e BC.Game con 72,8. Più staccati Shuffle (53,7 milioni), Gamdom (44), 1WIN (34,6) e StakeUS (25,1).
| Operatore | Depositi in 7 giorni (mln di $) |
|---|---|
| Stake | 509,3 |
| Duel | 100,9 |
| Roobet | 74,9 |
| Rainbet | 73,7 |
| BC.Game | 72,8 |
| Shuffle | 53,7 |
| Gamdom | 44,0 |
| 1WIN | 34,6 |
| StakeUS | 25,1 |
Fonte: elaborazione su dati Web3Bet riportati da Jamma, 10 ottobre 2026.
Meno valore, più operazioni: cosa dicono i numeri
Il dato più interessante è la direzione opposta dei due indicatori: il valore complessivo dei depositi scende, il numero delle operazioni sale. Significa che i trasferimenti verso le piattaforme di gioco si stanno frammentando in importi più piccoli e più frequenti: una modalità che riduce l’attrito e rende molto più difficile accorgersi di quanto si sta spendendo, perché ogni singolo versamento sembra piccolo.
Cambiano anche gli operatori. Stake e Duel arretrano rispettivamente del 19,6% e del 22,2%, mentre Shuffle cresce del 65,8%, 1WIN del 132,8% e StakeUS del 122,5%. Sono variazioni dei depositi rilevati sulla blockchain, non dei ricavi: i dati on-chain non misurano il numero effettivo dei giocatori, la loro provenienza geografica, le vincite incassate né le perdite nette. Un conto da 600 dollari può essere l’ultimo di una serie o il primo di un principiante, e la blockchain non lo dice.
Le reti che muovono il gioco
Quasi tutti i depositi passano da tre infrastrutture: Ethereum concentra il 40% dei volumi monitorati, Tron il 23% e Solana il 18%. BNB Chain pesa l’11% e Arbitrum il 3%, per un totale che nelle prime tre reti vale l’81% dei depositi osservati.
Intorno alle piattaforme è cresciuto anche un ecosistema finanziario. I token collegati al gambling censiti dalla dashboard valgono 9,56 miliardi di dollari di capitalizzazione al 29 settembre 2026, con scambi giornalieri per 33,1 milioni su 114 asset monitorati. Il solo token RAIN, legato all’ecosistema Rain, vale 8,79 miliardi: capitalizzazione di mercato e denaro effettivamente giocato restano però due cose diverse, e la prima dipende dalla volatilità delle criptovalute.
In Italia nessun casinò crypto è autorizzato
Nel nostro ordinamento l’unico soggetto che può raccogliere gioco e scommesse a distanza è il concessionario autorizzato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Nessun concessionario italiano accetta depositi in criptovalute: gli obblighi di tracciabilità dei pagamenti e di verifica dell’identità dei giocatori non sono compatibili con uno strumento costruito per muoversi senza intermediari. Chi deposita su un casinò crypto, quindi, sta giocando su un sito senza concessione italiana.
L’Agenzia tiene l’elenco dei domini non autorizzati e i fornitori di connettività sono tenuti a inibirne l’accesso, reindirizzando verso la pagina istituzionale sito-inibito-giochi.adm.gov.it. Nell’aggiornamento del 24 settembre 2026 i domini oscurati sono saliti a 12.699, con l’inibizione disposta entro il 9 ottobre. Quest’estate nell’elenco erano finiti anche marchi molto noti come Polymarket e Kalshi e diversi domini del bookmaker russo Fonbet.
Il blocco DNS chiude l’accesso al sito da una linea italiana, ma non cancella il saldo, che resta sui sistemi dell’operatore: se il dominio sparisce, i soldi versati non sono recuperabili con un reclamo in Italia. Le tutele che mancano sono tutte quelle che il gioco legale prevede e che qui semplicemente non esistono: nessuna garanzia sul pagamento delle vincite, nessun registro di autoesclusione che copra la piattaforma, nessuna autorità italiana competente in caso di controversia. Ne abbiamo scritto anche nella nostra analisi sui rischi dei siti di gioco senza licenza.
Come riconoscere un sito di gioco legale
Prima di registrarsi conviene fare quattro controlli, tutti verificabili in due minuti:
- Numero di concessione e logo ADM ben visibili nel piè di pagina del sito: se non ci sono, l’operatore non è autorizzato in Italia.
- Cassa: se l’unico metodo di deposito è in criptovalute, il sito non ha concessione italiana, perché i concessionari non possono accettarle.
- Autoesclusione: sul gioco legale puoi chiedere di essere bloccato dai giochi a distanza per il periodo che scegli, su tutte le piattaforme autorizzate. Qui trovi come funziona il registro di autoesclusione.
- Registrazione e bonus: bonus enormi e iscrizione senza documenti sono il segnale opposto a quello di un operatore regolato, che deve verificare l’identità e l’età del giocatore.
Se il gioco è già un problema
Il gioco in criptovaluta toglie esattamente gli ostacoli che, nel gioco legale, servono a frenare: nessun documento, nessun controllo, nessun limite impostato dall’operatore. Per questo i pagamenti anonimi e istantanei sono un contesto in cui il problema può passare inosservato più a lungo, tanto alla persona coinvolta quanto ai familiari.
Alcuni segnali che vale la pena non ignorare:
- continuare a giocare anche dopo perdite che pesano sul bilancio familiare;
- ricorrere a risparmi, prestiti o denaro preso in prestito per ricaricare il conto di gioco;
- nascondere i movimenti agli altri e mentire sull’importo speso;
- aumentare progressivamente la cifra necessaria per provare la stessa emozione.
Chiedere aiuto non richiede di aver toccato il fondo. I Servizi per le Dipendenze delle Asl (i SerD) offrono percorsi gratuiti di diagnosi e cura del disturbo da gioco d’azzardo, con medici e psicologi, in tutte le Regioni. Se preferisci non passare da un servizio, puoi misurare la tua situazione con il nostro test di autovalutazione, oppure definire in anticipo quanto vuoi spendere con gli strumenti descritti nella guida ai limiti di gioco.
Il numero verde 800 558 822 del Ministero della Salute è gratuito e anonimo, attivo dal lunedì al venerdì con operatori formati che rispondono anche ai familiari; dal 2026 l’Istituto Superiore di Sanità ha attivato il numero verde unico delle dipendenze 800 940 789.
Il gioco d’azzardo è vietato ai minori e può diventare una dipendenza. Spostare la propria attenzione verso piattaforme senza regole non è una scorciatoia: significa rinunciare a ogni tutela nel momento in cui queste tutele contano di più.