Affrontare una dipendenza da soli è difficile; farlo insieme a chi ha vissuto la stessa esperienza è spesso ciò che fa la differenza. I Giocatori Anonimi sono una comunità di persone che condividono il problema del gioco d’azzardo per aiutarsi a vicenda a smettere e a non ricominciare. Sono gratuiti, anonimi e presenti in molte città italiane, oltre che online. In questa guida vediamo come funzionano, perché sono efficaci, a chi servono e come trovare il gruppo più vicino.
Che cosa sono i Giocatori Anonimi
Si tratta di gruppi di mutuo aiuto fondati sul confronto tra pari: non ci sono medici, terapeuti o “esperti” che tengono lezioni, ma persone che hanno vissuto o stanno vivendo lo stesso problema e si sostengono a vicenda. Il metodo si ispira al programma dei “dodici passi”, lo stesso modello nato con gli Alcolisti Anonimi e poi applicato a molte altre dipendenze. Non servono iscrizioni, quote obbligatorie o impegni formali: l’unico requisito per partecipare è il desiderio di smettere di giocare.
Come si svolge un incontro
Durante le riunioni i partecipanti raccontano, se e quando lo desiderano, la propria storia ed esperienza, in un clima di rispetto e di totale riservatezza. Nessuno è obbligato a parlare: si può anche solo ascoltare, soprattutto le prime volte. Condividere ad alta voce le proprie difficoltà ha però un effetto liberatorio: aiuta a sentirsi compresi, a dare un nome a ciò che si prova e a riconoscere i propri schemi. Si ascoltano le testimonianze di chi è più avanti nel percorso, che diventano un esempio concreto del fatto che uscirne è possibile, e si offre sostegno a chi ha appena iniziato. Una regola è ferrea: tutto ciò che viene detto resta all’interno del gruppo.
Perché il gruppo funziona
L’efficacia dei gruppi di auto-aiuto si basa su alcuni meccanismi psicologici precisi e ben documentati:
- Identificazione: vedere negli altri la propria storia riduce il senso di vergogna e di colpa, e fa capire che non si è “casi unici” o senza speranza.
- Responsabilità reciproca: sapere di doversi confrontare con il gruppo, e poter contare su di esso, aiuta a resistere agli impulsi nei momenti difficili.
- Speranza concreta: incontrare persone che ce l’hanno fatta, e che oggi vivono senza gioco, rende il traguardo credibile e raggiungibile.
- Continuità: il gruppo accompagna nel tempo, ben oltre la fase iniziale, aiutando a mantenere i risultati e a prevenire le ricadute.
Non è una soluzione magica né istantanea, ma un sostegno duraturo che molte persone descrivono come decisivo nel proprio percorso.
Esistono gruppi anche per i familiari
La dipendenza dal gioco colpisce tutta la famiglia, non solo chi gioca. Per questo esistono i gruppi Gam-Anon, pensati per coniugi, genitori, figli e amici di chi ha un problema di gioco. Anche chi sta accanto al giocatore ha bisogno di strumenti per comprendere la dipendenza, proteggersi emotivamente ed economicamente, e imparare a sostenere la persona cara senza esserne travolto o senza, involontariamente, alimentare il problema. Trovi indicazioni utili anche nella guida su come aiutare una persona cara.
I Giocatori Anonimi sostituiscono la terapia?
No, ed è importante chiarirlo. I gruppi di auto-aiuto non sono un trattamento sanitario e non sostituiscono il lavoro di psicologi e medici. Sono però un complemento prezioso: la combinazione tra percorso professionale al Ser.D e partecipazione a un gruppo è spesso la strategia più efficace, perché unisce competenza clinica e sostegno tra pari.