Smettere di giocare contando solo sulla forza di volontà, nei momenti di impulso, è molto difficile: il craving può arrivare all’improvviso e travolgere i buoni propositi. Per questo una delle strategie più efficaci, suggerita anche dai professionisti, è mettere barriere concrete tra sé e il gioco: ostacoli fisici e digitali che rendano difficile giocare proprio quando la tentazione è più forte. In questa guida trovi tutti gli strumenti disponibili, dai più ufficiali ai più tecnici, e soprattutto come combinarli per ottenere il massimo effetto.
1. L’autoesclusione: lo strumento principale
In Italia lo strumento ufficiale e più potente è l’autoesclusione tramite il RUA dell’ADM. Una volta iscritto, tutti i siti di gioco legali hanno l’obbligo di legge di impedirti l’accesso e di non farti aprire nuovi conti. È gratuito, si attiva con SPID o CIE e può essere a tempo determinato (30, 60, 90 giorni) o indeterminato. È il primo passo da compiere, perché agisce direttamente alla fonte, sui canali di gioco autorizzati, ed è molto più di un semplice “buon proposito”.
2. App di blocco specializzate
Esistono applicazioni nate proprio per bloccare l’accesso a siti e app di gioco su smartphone, tablet e computer. Le più note a livello internazionale sono BetBlocker (gratuita e senza scopo di lucro), Gamban e GamBlock. Una volta installate e attivate, rendono molto difficile raggiungere le piattaforme di azzardo, anche nei momenti di impulso, perché il blocco è progettato per non potersi disattivare con un semplice clic. Coprono anche i siti non autorizzati, che restano fuori dal RUA.
3. Blocco dei pagamenti
Alcune banche e app di pagamento offrono la possibilità di bloccare le transazioni verso gli operatori di gioco direttamente dalla carta o dall’app. Dove disponibile, è una barriera particolarmente efficace, perché agisce sul denaro stesso: se non puoi depositare, non puoi giocare, indipendentemente dal sito. Conviene verificare con il proprio istituto se mette a disposizione questa funzione e come attivarla; alcune banche digitali la offrono come opzione attivabile in autonomia.
4. Blocchi a livello di rete e parental control
È possibile filtrare i siti di gioco anche tramite le impostazioni del router di casa, sistemi di filtro DNS dedicati o le funzioni di “parental control” di smartphone e computer. Un accorgimento che ne aumenta moltissimo l’efficacia: affidare la password di queste impostazioni a una persona di fiducia, in modo da non poterle disattivare da soli nei momenti di crisi. La barriera, per funzionare, deve essere difficile da rimuovere proprio per chi l’ha messa.
Strumenti diversi per esigenze diverse
Non tutti gli strumenti servono a tutti. Chi gioca soprattutto online trarrà il massimo beneficio da autoesclusione e app di blocco; chi ha un problema legato al contante e alle sale fisiche dovrà puntare di più sul controllo del denaro e sul coinvolgimento di una persona di fiducia. L’ideale è costruire una combinazione su misura della propria situazione, possibilmente con il supporto di un professionista.
Gli strumenti non bastano da soli
È importante essere onesti su questo punto: bloccare l’accesso è fondamentale, ma agisce sul comportamento, non sulla causa profonda. Per un risultato duraturo, gli strumenti di blocco vanno affiancati a un percorso di supporto: il Ser.D della tua ASL, uno psicoterapeuta o i gruppi di auto-aiuto. Le barriere ti danno il tempo e lo spazio per lavorare sul problema; il percorso ti aiuta, nel tempo, a non averne più bisogno. Sono due facce della stessa strategia.