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Cosa significa quota nelle scommesse e come si legge

La quota è il numero più importante di ogni scommessa, eppure quasi nessuno la legge per intero. Tutti sanno che dice quanto si vince. Molti meno sanno che dice anche quanto quell’evento è considerato probabile. E quasi nessuno sa che, mettendo insieme le quote di tutti gli esiti di una partita, si può calcolare una terza cosa che sulla schedina non è scritta da nessuna parte: quanto guadagna il bookmaker.

In questa pagina spieghiamo le tre letture, in quest’ordine. Il conto del margine lo facciamo davvero, con numeri che puoi rifare da solo su qualsiasi partita.

Cos’è la quota

La quota esprime quanto si vince in rapporto a quanto si punta, e allo stesso tempo riflette la probabilità stimata di un evento.

In Italia si usa il formato decimale: una quota di 2,00 significa che, puntando 10 euro, in caso di vittoria se ne incassano 20, compresa la posta iniziale. Più la quota è bassa, più l’evento è considerato probabile; più è alta, meno è probabile, e più alta è la vincita potenziale.

Detta così sembra una sola informazione. In realtà sono due, e la seconda è quella che conta: una quota è una probabilità travestita da moltiplicatore. Quando un bookmaker scrive 1,50 accanto al nome di una squadra, sta dicendo contemporaneamente «se vince ti pago una volta e mezza» e «secondo noi vince due volte su tre». Le sezioni che seguono servono a tradurre da una lingua all’altra.

 

Probabilità scala quota

Come si calcola la vincita

La formula è una sola: Vincita = puntata × quota

Esempio: 10 euro a quota 1,80 danno 18 euro in caso di vittoria.

L’unico punto su cui si fa confusione è la differenza fra incasso e profitto. La quota decimale comprende la puntata: quei 18 euro sono l’importo che torna nel conto, di cui 10 erano già tuoi. Il guadagno netto è 8 euro. Per calcolarlo direttamente: profitto = puntata × (quota − 1).

 

Puntata Quota Incasso totale Di cui profitto
10 euro 1,50 15 euro 5 euro
10 euro 2,00 20 euro 10 euro
10 euro 3,50 35 euro 25 euro

I tre modi di scrivere la stessa quota

Capita di incontrare quote scritte in modi diversi, soprattutto su siti stranieri o durante le trasmissioni sportive internazionali. Non sono sistemi diversi: sono tre modi di scrivere lo stesso numero.

 

Decimale (Italia, Europa) Frazionario (Regno Unito) Americano Probabilità implicita
1,25 1/4 −400 80,0%
1,50 1/2 −200 66,7%
2,00 1/1 +100 50,0%
2,10 11/10 +110 47,6%
3,50 5/2 +250 28,6%

C’è una differenza che vale la pena tenere a mente, perché è la fonte di quasi tutti gli equivoci: il formato decimale comprende la puntata, gli altri due no. Il frazionario 1/2 significa «vinci 1 ogni 2 che punti», cioè profitto; l’americano -200 significa «devi puntare 200 per guadagnarne 100». Quando si confrontano quote lette in posti diversi, si rischia di confrontare un incasso con un profitto.

La probabilità implicita

Ogni quota nasconde una probabilità, e si ricava con una divisione:

probabilità implicita = 1 ÷ quota

Una quota di 2,00 corrisponde a una probabilità del 50% (1 ÷ 2,00); una quota di 4,00 al 25%. È il modo più diretto per capire quanto il bookmaker ritiene probabile un evento e, indirettamente, quanto lo ritiene probabile il mercato, visto che le quote si muovono anche in base a come si distribuiscono le giocate.

Dove si nasconde il margine del bookmaker

Ecco il punto cruciale, ed è qui che conviene fare i conti invece di descriverli.

Prendiamo una partita di campionato con tre esiti possibili. Il bookmaker offre 2,10 sulla vittoria casalinga, 3,40 sul pareggio, 3,60 sulla vittoria in trasferta. Calcoliamo la probabilità implicita di ciascuno:

  • 1 ÷ 2,10 = 47,6%
  • 1 ÷ 3,40 = 29,4%
  • 1 ÷ 3,60 = 27,8%

Sommandole: 104,81%.

Una partita ha tre esiti possibili e uno solo si verifica: le probabilità reali devono fare 100. Quel 104,81% non è un errore di arrotondamento, ed è la cosa più importante di questa pagina.

Strumento

Smonta la quota

Inserisci le quote di una partita e guarda quanto vale il margine del banco. Il calcolo avviene nel tuo browser: niente viene salvato né inviato.

Esito Quota Prob. implicita Al netto del margine Quota equa

Come si legge. La probabilità implicita è 1 diviso la quota. Sommata su tutti gli esiti supera sempre il 100%: quel di più è il margine. La colonna al netto del margine ridistribuisce le probabilità in modo che facciano 100, e la quota equa è quella che pagherebbe un banco senza guadagno.

Questo strumento non serve a scegliere una scommessa: serve a vedere quanto costa. Il margine è la ragione per cui, sul lungo periodo, chi scommette perde. Non dipende da quanto si conosce lo sport: è scritto nei numeri prima che la partita cominci.

Se giochi più di quanto puoi permetterti, parlarne è gratuito e anonimo:
800 558 822 — Telefono Verde dell'Istituto Superiore di Sanità, lun-ven 10.00-16.00
800 940 789 — Numero Verde Nazionale Unico Dipendenze

Quanto costa in euro

I 4,81 punti in eccedenza sono l’overround, il nome tecnico dello scarto. Il costo effettivo per chi gioca è leggermente diverso, perché va rapportato al totale: si calcola come 1 − (1 ÷ 1,0481) e vale 4,59%.

Tradotto: su 10 euro puntati su questa partita, in media ne tornano indietro 9,54. Non a ogni giocata (a ogni giocata si vince tutto o si perde tutto) ma come media su tante giocate. E il conto non cambia a seconda dell’esito scelto: si paga sul 1, sulla X e sul 2.

Che quote sarebbero senza margine

Lo stesso calcolo, girato, dice qual era la stima «pulita» del bookmaker. Basta ridistribuire le probabilità in modo che facciano 100.

 

Esito Quota offerta Probabilità implicita Al netto del margine Quota equa
1 – casa 2,10 47,6% 45,4% 2,20
X – pareggio 3,40 29,4% 28,1% 3,56
2 – trasferta 3,60 27,8% 26,5% 3,77

La colonna «quota equa» è quella che pagherebbe un banco senza guadagno. La differenza fra 2,10 e 2,20 (dieci centesimi di quota) è tutto il margine: sembra poco, ed è esattamente il punto. Il margine non si vede perché è piccolo su ogni singola giocata. Si vede sul numero di giocate.

È il motivo per cui, sul lungo periodo, le scommesse sono strutturalmente a sfavore di chi gioca, per quanto si conosca lo sport. Non è una questione di bravura: il vantaggio è scritto nei numeri prima che la partita cominci.

Le quote alte sono ancora più sfavorevoli?

Questa è una domanda che si fanno in molti, e la risposta onesta è più interessante di un sì o di un no.

Esiste un fenomeno documentato da quasi ottant’anni, chiamato bias favorito-outsider: nei mercati delle scommesse, chi punta su esiti molto improbabili tende a perdere, in proporzione, più di chi punta sui favoriti. Le quote alte, cioè, non sono solo più rischiose: sarebbero anche peggio pagate rispetto a quanto l’evento è davvero probabile. È il motivo per cui una quota 100 su un evento che ne meritava 300 è, in termini di valore, la peggiore scommessa del tabellone e anche la più attraente da guardare.

Perché le quote cambiano prima della partita

Le quote di una partita non sono fisse: si muovono da quando escono fino al fischio d’inizio. I motivi sono due, e vale la pena non confonderli.

  • Il primo è l’informazione. Un infortunio, una formazione annunciata, il meteo, una squalifica: cambia la stima dell’esito e cambia la quota.
  • Il secondo è il bilanciamento. Un bookmaker guadagna in modo stabile quando le somme giocate sui vari esiti sono distribuite in modo tale da garantirgli il margine qualunque cosa succeda. Se troppe persone puntano sulla stessa squadra, abbassare quella quota e alzare le altre riporta il libro in equilibrio. In questo caso la quota si è mossa senza che sia cambiato niente sul campo: si è mossa perché si sono mossi i giocatori.

Capire le quote non aiuta a vincere

Questa pagina spiega come leggere un numero, non come battere il banco: sono due cose diverse, e vale la pena dirlo esplicitamente perché quasi tutti i contenuti su questo argomento lasciano intendere il contrario.

Il margine è integrato nelle quote di ogni singolo esito. Non esiste selezione di eventi, sistema o metodo che lo elimini: al massimo si può scegliere di pagarlo meno volte. Sapere cos’è la probabilità implicita non sposta il vantaggio dalla parte di chi gioca, ma serve a capire di quanto è spostato dall’altra.

Domande frequenti

Cosa significa una quota di 2,00?
Che raddoppi la posta in caso di vittoria, e che l’evento è stimato al 50% di probabilità.
Come calcolo la probabilità da una quota?
Dividendo 1 per la quota: 1 / 2,00 = 50%.
Perché la somma delle probabilità supera il 100%?
Perché include il margine del bookmaker, il suo guadagno garantito.
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