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Chi affronta una dipendenza dal gioco conosce bene quella sensazione: un desiderio improvviso, intenso, quasi irresistibile di tornare a giocare. Ha un nome preciso, craving, e capirlo è fondamentale per imparare a gestirlo. In questa guida spieghiamo che cos’è il craving, da cosa viene scatenato, quanto dura e quali strategie concrete aiutano a superarlo senza cedere. È una delle competenze più importanti per chi vuole smettere e per chi vuole evitare le ricadute.
Il termine inglese craving indica il desiderio compulsivo di mettere in atto un comportamento, in questo caso giocare. Non è una semplice “voglia”: è un impulso forte, spesso accompagnato da tensione, agitazione, pensieri ricorrenti e una vera e propria sensazione fisica di urgenza. È uno dei meccanismi centrali di ogni dipendenza ed è legato al modo in cui il gioco agisce sui circuiti cerebrali della ricompensa, come spieghiamo nella pagina sugli effetti del gioco sul cervello.
Ecco la cosa più importante da sapere, e anche la più rassicurante: il craving, per quanto intenso, è temporaneo. Funziona come un’onda: sale, raggiunge un picco e poi scende, di solito nel giro di pochi minuti. Non cresce all’infinito. Imparare ad “attraversare l’onda” senza cedere, sapendo che passerà, è una delle chiavi per gestirlo. Questa tecnica, chiamata anche “urge surfing”, consiste proprio nell’osservare l’impulso senza assecondarlo, aspettando che si attenui da solo.
Il craving raramente arriva senza un innesco. Riconoscere i propri inneschi è il primo passo per gestirli.
| Tipo di innesco | Esempi |
|---|---|
| Stimoli esterni | Passare davanti a una sala, una pubblicità, una notifica, un evento sportivo |
| Stati emotivi | Stress, noia, solitudine, rabbia, ma anche euforia |
| Situazioni e abitudini | Momenti della giornata, luoghi o compagnie legati al gioco |
| Disponibilità di denaro | Avere contante o accesso immediato ai conti |
Saper riconoscere e gestire il craving è una delle chiavi per prevenire le ricadute. Spesso, infatti, la ricaduta è proprio la conseguenza di un craving non affrontato. Per questo è utile preparare in anticipo un piano per i momenti di desiderio intenso, come descriviamo nella pagina sui segnali di ricaduta. Con il tempo e con l’astensione, inoltre, i craving tendono a diventare meno frequenti e meno intensi: il cervello si riadatta.
Sensibilizziamo le persone riguardo il la dipendenza da gioco d’azzardo, fornendo consigli per affrontarlo.
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