Il 16 settembre 2026 è stato presentato a Roma “Non così piccoli. Azzardo, un problema in più per i piccoli Comuni italiani”, il terzo rapporto di Fondazione Isscon, Federconsumatori e Cgil sul gioco d’azzardo nei Comuni italiani tra 2.000 e 10.000 abitanti. I dati sono allarmanti: 34,7 miliardi di euro giocati in un solo anno, 4,6 miliardi di perdite e 113 paesi dove la spesa online pro capite supera almeno il doppio della media nazionale.
Il rapporto arriva a pochi mesi dalla seconda edizione e conferma una tendenza che preoccupa gli esperti: l’azzardo in Italia è cresciuto del 72% in dieci anni e, se la traiettoria attuale non cambierà, si supererà la soglia dei 200 miliardi di euro giocati tra il 2028 e il 2029. Un’analisi del mercato gambling che impone una riflessione profonda sul modello di regolamentazione italiano.
I numeri dello studio “Non così piccoli”
Il campione dell’indagine è vasto: coinvolge 3.146 paesi, pari al 40% dei Comuni italiani, dove vive quasi un quarto della popolazione. In questi territori, nel 2025 sono stati giocati 34,7 miliardi di euro tra gioco fisico e online, con perdite complessive per i residenti pari a 4,6 miliardi di euro.
È soprattutto l’azzardo online a destare preoccupazione. Il settore a distanza ha registrato una crescita del 9,5% in dodici mesi, generando oltre 100 miliardi di euro di raccolta su un totale nazionale di 165,34 miliardi. Come emerge dai dati ADM, la migrazione verso il digitale è strutturale: tra il 2019 e il 2024 la raccolta online è cresciuta del 153%, e oggi l’online pesa per quasi un quarto della spesa complessiva in giochi.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Comuni analizzati | 3.146 (40% del totale) |
| Spesa totale nei piccoli Comuni (2025) | 34,7 miliardi di euro |
| Perdite dei residenti | 4,6 miliardi di euro |
| Crescita dell’online in 12 mesi | +9,5% |
| Raccolta nazionale totale (2025) | 165,34 miliardi di euro |
| Comuni con spesa online doppia della media | 113 |
| Crescita decennale dell’azzardo | +72% |
Baia e Latina, il caso limite
Ad aggiudicarsi il triste primato per soldi spesi in gioco d’azzardo è Baia e Latina, in provincia di Caserta. Con appena 1.973 abitanti, il Comune ha registrato quasi 150 milioni di euro di gioco online, pari a oltre 102.000 euro per ogni residente tra i 18 e i 74 anni. Il 96% di questo volume proviene dal Betting Exchange, definito dallo studio come “la forma di azzardo più opaca”, dove sono gli stessi giocatori a tenere il banco, con scarse entrate fiscali e potenziali rischi di riciclaggio.
Ma Baia e Latina non è un caso isolato. Lo studio evidenzia numerosi altri Comuni con cifre fuori scala rispetto alla media nazionale:
| Comune | Provincia | Spesa online pro capite adulto |
|---|---|---|
| Baia e Latina | Caserta | ~102.000 € |
| Polaveno | Brescia | 22.955 € |
| Francavilla in Sinni | Potenza | 21.928 € |
| Nociglia | Lecce | 11.854 € |
| Mairano | Brescia | 11.430 € |
Un altro dato significativo riguarda la distribuzione geografica: la Campania conta ventitré Comuni nella fascia più critica, con una media di oltre 3.300 euro pro capite di gioco online. Seguono Basilicata e Calabria con valori superiori ai 3.100 euro, mentre Sicilia, Puglia e Molise restano sopra i 3.000 euro. Al Nord, si contano otto Comuni lombardi, quattro veneti, quattro piemontesi, tre emiliano-romagnoli, due friulani e uno altoatesino.
I numeri assumono un significato ancora più grave se letti alla luce delle statistiche del gioco d’azzardo in Italia, che mostrano un Paese sempre più esposto al fenomeno.
Le richieste dello studio e l’accusa al Governo
Lo studio assume una posizione fortemente critica nei confronti del Governo, accusato di fare “finta di non vedere”. Se i cittadini sono sempre più esposti alle conseguenze sociali e sanitarie del gioco d’azzardo, il sistema pubblico “rende difficile” leggere con esattezza ciò che accade nei territori.
Le richieste sono concrete e articolate in quattro punti:
- Fine immediata dell’oscuramento informativo: pubblicazione integrale e disaggregata dei dati di azzardo fisico e online per ogni Comune italiano, come già richiesto da più parti per una corretta prevenzione del gioco d’azzardo.
- Indagini sistematiche sulla provenienza dei capitali immessi nel gioco online, a partire dal Betting Exchange e dal Poker.
- Limitazioni significative all’offerta di azzardo e rispetto rigoroso dei divieti già esistenti, a partire da quello sulla pubblicità delle scommesse.
- Riconoscimento agli enti locali di reali poteri di regolazione sul proprio territorio, per contrastare la diffusione della ludopatia a livello comunale.
Il dato di 113 piccoli Comuni con spesa online fuori controllo è particolarmente preoccupante perché, come sottolinea la ricerca, la geografia del fenomeno è “mutevole e difficile da spiegare”, ma dimostra che non siamo di fronte a un problema solo delle grandi città, né a un fenomeno confinato alle aree economicamente più fragili o più ricche. Riguarda l’Italia intera.
La prevenzione della ludopatia parte dai territori
Dietro i numeri ci sono storie di persone, famiglie e comunità in difficoltà. La ludopatia è una dipendenza grave che colpisce non solo chi gioca, ma anche chi gli sta intorno. I dati del rapporto “Non così piccoli” confermano che il fenomeno è sottostimato e che servono politiche di prevenzione più efficaci, soprattutto nei centri più piccoli dove le alternative di svago sono limitate e la presenza di slot machine e sale gioco è spesso sproporzionata rispetto alla popolazione.
Per approfondire il tema, si può consultare l’articolo originale de Il Sole 24 Ore che ha diffuso i dati del rapporto.
Se tu o una persona cara state vivendo una situazione di dipendenza dal gioco d’azzardo, sappi che non sei solo. Puoi rivolgerti al Servizio per le Dipendenze (SerD) della tua ASL di competenza, oppure chiamare il numero verde nazionale 800 558 822 per ricevere supporto gratuito e anonimo. La dipendenza da gioco si cura, e chiedere aiuto è il primo passo per riprendere il controllo della propria vita.