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Spesso chi ha un problema con il gioco d’azzardo lo nasconde con grande cura, a volte persino a se stesso. La negazione e la vergogna fanno parte della dipendenza, e per questo i familiari sono spesso gli ultimi ad accorgersene. Eppure, quando il problema riguarda una persona cara, riconoscere i segnali in tempo può fare un’enorme differenza: prima si interviene, più il percorso di uscita è semplice. Non esiste un singolo “sintomo” rivelatore, ma un insieme di campanelli d’allarme che, presi insieme, compongono un quadro chiaro. Vediamoli, divisi per ambito.
Sono spesso i primi a manifestarsi e i più concreti:
Il gioco d’azzardo, a differenza dell’alcol o delle sostanze, non lascia segni fisici immediati e visibili: non c’è un “odore”, non ci sono effetti evidenti sul corpo nell’immediato. Questo lo rende una dipendenza particolarmente “silenziosa”, facile da nascondere a lungo. Inoltre, chi gioca tende a coprire le tracce con cura crescente man mano che il problema avanza. Ecco perché è importante dare peso all’insieme dei segnali, e non liquidarli uno per uno come episodi isolati.
L’approccio giusto può cambiare l’esito. Ecco una guida pratica.
Da fare: informarsi sulla dipendenza per capirla; scegliere un momento tranquillo per parlare con calma e senza giudizio; esprimere preoccupazione per la persona, non soltanto per i soldi; proporre un aiuto professionale e offrirsi di compiere insieme il primo passo; proteggere intanto le finanze familiari.
Da evitare: saldare i debiti di gioco al posto suo (rischia di rinforzare il problema, togliendo le conseguenze); fare prediche, minacce o ultimatum; controllare in modo ossessivo, che genera solo conflitto; e illudersi che “smetterà da solo”. Ricorda che anche tu, come familiare, hai diritto a sostegno: esistono gruppi dedicati come Gam-Anon.
Una volta riconosciuti i segnali di un possibile giocatore d azzardo, il modo in cui si affronta il discorso fa la differenza. Le accuse, i rimproveri e i controlli ossessivi tendono a rafforzare la chiusura, la vergogna e la negazione, allontanando la persona dall idea di chiedere aiuto. Funziona meglio un approccio basato sull ascolto e sulla preoccupazione sincera: esprimere cosa si e notato senza giudicare, parlare delle proprie emozioni piuttosto che colpevolizzare, e ribadire la disponibilita a sostenere un percorso di cura. E importante anche non assumersi i debiti del giocatore, perche pagare al suo posto spesso toglie quella pressione che potrebbe spingerlo a fermarsi. Proporre fonti di aiuto concrete, come il numero verde gratuito o un colloquio al Ser.D, e piu utile di mille prediche. Approfondisci con come aiutare una persona cara e ludopatia e famiglia.
Sensibilizziamo le persone riguardo il la dipendenza da gioco d’azzardo, fornendo consigli per affrontarlo.
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