Gioco online, entro il 13 novembre le piattaforme devono essere certificate: cosa cambia per chi gioca

Entro il 13 novembre 2026 i 46 operatori con concessione devono completare la certificazione tecnica delle piattaforme di gioco online: cosa cambia per chi gioca, perché contano i controlli sui conti di gioco e cosa dicono gli ultimi dati ADM sui siti illegali.

Smartphone con schermata di accesso protetta su un tavolo di legno

La certificazione concessionari gioco online entra nella sua fase decisiva: entro il 13 novembre 2026 le piattaforme autorizzate in Italia dovranno completare la verifica tecnica dei propri sistemi. Non è un adempimento da addetti ai lavori. Da quel passaggio dipende la possibilità, per chi gioca, di contare su conti tracciati, movimenti verificabili e responsabilità ricostruibili quando qualcosa non torna.

L’annuncio è arrivato da Lisbona, all’Italy Regulatory Meetup dell’SBC Summit, dove Antonio Giuliani, direttore dell’Ufficio Gioco a distanza e scommesse dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha spiegato che il termine non si sposta: «Il 13 novembre è dietro l’angolo». Nella stessa occasione ha difeso l’impianto regolatorio italiano: «Credo che l’iper-regolazione italiana sia preferibile alle improvvise svolte di altri Paesi». La frase, riferita alle decisioni prese in Brasile sul gioco online, dice molto su come l’agenzia intende il proprio ruolo, cioè garantire stabilità a chi investe e tutele a chi gioca.

Cinquantadue concessioni, quarantasei operatori: i numeri del nuovo mercato

Il nuovo modello concessorio del gioco a distanza è già una realtà. Le concessioni assegnate sono 52 e fanno capo a 46 operatori, che hanno pagato 7 milioni di euro per ciascun titolo e che ora stanno adeguando le piattaforme, anche sul fronte del gioco responsabile. La certificazione chiude questo percorso.

Nuovo modello concessorio del gioco online Dato
Concessioni assegnate 52
Operatori coinvolti 46
Costo di ciascun titolo concessorio 7 milioni di euro
Scadenza per la certificazione dei sistemi 13 novembre 2026

Per l’agenzia la certificazione non è una formalità da archiviare. L’obiettivo dichiarato è costruire un ecosistema in cui si possano verificare non solo i singoli componenti tecnologici, ma anche le interazioni tra le diverse parti della piattaforma. Solo così, spiega ADM, si possono individuare anomalie, ricostruire eventuali responsabilità e garantire l’integrità delle operazioni.

Il cambio di passo rispetto al passato è netto. Giuliani ha ricordato come il settore degli apparecchi da intrattenimento sia da anni sottoposto a controlli tecnologici molto stringenti, mentre il gioco a distanza è cresciuto con un’impostazione diversa, nella quale informazioni fondamentali come i movimenti dei conti di gioco poggiavano ancora su meccanismi dichiarativi. Per l’agenzia non era più sostenibile.

Perché la certificazione riguarda anche chi gioca

«Ciò che distingue il gioco pubblico in Italia dal gioco d’azzardo non autorizzato sono le regole, le certezze, la sicurezza e la fiducia», ha detto il dirigente di ADM. Tradotto in pratica, per chi apre un conto di gioco su una piattaforma autorizzata questo significa alcune cose concrete:

  • i movimenti del conto sono verificabili e non dipendono dalla parola dell’operatore;
  • in caso di contestazione su una giocata o su un pagamento, esiste un percorso documentato per ricostruire cosa è accaduto;
  • le piattaforme devono rispettare specifiche tecniche definite dall’agenzia, con controlli sulle componenti e sulle loro interazioni;
  • i limiti e gli strumenti di autotutela previsti dal gioco responsabile fanno parte degli adeguamenti richiesti ai concessionari.

Nessuna certificazione, però, rende il gioco un’attività priva di rischio. La tutela tecnica protegge dai comportamenti scorretti degli operatori, non dalla meccanica dell’azzardo. Vale la pena ricordarlo ogni volta che si parla di sicurezza: la casa non perde mai nel lungo periodo, e le probabilità di vincita restano la variabile che nessuna regola può cambiare.

Il fronte dell’illegale: 12.699 domini nell’ultima lista ADM

L’altro grande fronte è l’offerta illegale. Sul sito dell’agenzia è pubblicato l’elenco aggiornato dei siti soggetti a inibizione, allegato al provvedimento 00631294 del 23 settembre 2026, con validità dal 9 ottobre 2026. Il file conta 12.699 domini.

Inibizione dei siti di gioco non autorizzati Dato
Domini presenti nell’elenco aggiornato 12.699
Data del provvedimento 23 settembre 2026
Validità dell’elenco dal 9 ottobre 2026
Norma di riferimento articolo 102, comma 1, D.L. 104/2020, convertito dalla legge 126/2020

Per Giuliani la difficoltà non sta tanto nell’individuare un sito non autorizzato, quanto nel ricostruire il percorso che porta il denaro del giocatore verso la piattaforma. Il blocco dei pagamenti potrebbe diventare uno degli strumenti più efficaci, recuperando e rendendo pienamente operativo un meccanismo già previsto dalla normativa del 2019. Restano però ostacoli normativi, bancari e di cooperazione internazionale: non tutte le autorità straniere, ha osservato, mostrano la stessa disponibilità a collaborare, e ogni intervento sui pagamenti deve fare i conti con le garanzie in materia di privacy e sicurezza.

Il punto, per chi gioca, è che un sito senza concessione non offre alcuna garanzia sui pagamenti, non ha obblighi di verifica dell’età e non risponde ad alcuna autorità italiana. È lo stesso terreno su cui si muove il disturbo da gioco d’azzardo, che in Italia riguarda circa 1,5 milioni di persone con un profilo di rischio moderato o grave secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità. Sull’anonimato si gioca anche la leva commerciale: molti casino che non chiedono il codice fiscale promettono riservatezza, ma è proprio così che vengono meno gli obblighi di verifica e la possibilità di autoescludersi.

Prediction market, tassa europea e B2B: cosa ha detto ADM

Nel confronto tra regolatori europei è entrato con forza il tema dei prediction market. Su questo punto Giuliani ha indicato un orientamento che accomuna ADM e altre autorità: quando il prodotto ha nella sostanza le caratteristiche di una scommessa, deve essere assoggettato alle regole del betting e richiede una licenza. Il mercato italiano ha già gli strumenti per consentire ai concessionari di proporre alcune di queste formule, ma resta un confine che l’agenzia considera invalicabile, cioè l’oggetto della scommessa: «Non si può scommettere su qualsiasi cosa».

Sul fronte fiscale europeo il dirigente si è mostrato prudente: un’armonizzazione delle tasse sul gioco online o una tassazione comunitaria sono, allo stato, difficilmente percorribili, perché i modelli degli Stati membri restano troppo diversi. Più concreti, invece, gli spazi per rafforzare la cooperazione contro l’illegale, a partire dallo scambio tra autorità delle liste dei siti da bloccare. Sul B2B, infine, ADM non intende per ora cambiare l’architettura del mercato: non è allo studio una concessione autonoma per i fornitori, saranno i concessionari a scegliere produttori e provider, assumendosi la responsabilità dell’offerta.

Cosa può fare chi gioca, da subito

Mentre il nuovo sistema entra a regime, alcune verifiche restano alla portata di chiunque e valgono più di qualsiasi certificazione, a partire da cosa controllare nei termini e condizioni di un casinò:

  • controllare che l’operatore sia titolare di una concessione ADM e che il numero di licenza sia visibile sul sito;
  • diffidare delle piattaforme senza licenza italiana, anche quando offrono bonus più alti o prelievi promessi in pochi minuti: è il profilo tipico dei nuovi casino non AAMS, aperti da poco e senza titolo italiano;
  • usare gli strumenti di autolimite messi a disposizione dall’operatore, dal tetto di spesa al blocco temporaneo del conto;
  • leggere i dati sul gioco in Italia per capire dove si concentra la spesa e quanto pesa il rischio;
  • non aspettare che il problema sia evidente: i segnali di rischio compaiono molto prima dei debiti.

Il gioco d’azzardo resta un’attività con un esito negativo certo nel lungo periodo per chi gioca con continuità, e nessuna regola tecnica cambia questa matematica. Se il gioco ha smesso di essere un passatempo, il primo passo è parlarne con il proprio medico di base o con un servizio pubblico: in Italia la rete dei servizi per le dipendenze conta 163 strutture censite dall’Istituto Superiore di Sanità, e il Telefono Verde Gioco d’Azzardo 800 558 822 è attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16, con psicologi dell’ISS. Dal 24 giugno 2026 è attivo anche il Numero Verde Unico Dipendenze 800 940 789, gratuito e anonimo, da rete fissa e mobile, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19:30. Chiedere aiuto presto non è un’ammissione di debolezza: è la mossa che interrompe una spirale che, senza intervento, tende solo a peggiorare.

Fonti: Jamma.it, dichiarazioni di Antonio Giuliani (ADM) all’SBC Summit di Lisbona, 29 settembre 2026; Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, elenco dei siti soggetti a inibizione, provvedimento 00631294 del 23 settembre 2026.