
Negli ultimi anni un tema ha unito il mondo dei videogiochi e quello del gioco d’azzardo: le loot box. Sono presenti in moltissimi videogiochi, anche tra i più amati dai ragazzi, e hanno acceso un dibattito internazionale perché funzionano con meccanismi molto simili a quelli dell’azzardo. Capire cosa sono è importante soprattutto per i genitori.
Cosa sono le loot box
Le loot box (letteralmente “scatole di bottino”) sono contenitori virtuali che si possono ottenere o acquistare all’interno di un videogioco. Aprendole si ricevono oggetti casuali: personaggi, armi, abiti, carte o altri contenuti, di valore variabile. Il punto chiave è proprio questo: non si sa in anticipo cosa si otterrà. Si paga (con denaro reale o con valuta di gioco acquistabile) per un risultato incerto.

Perché somigliano al gioco d’azzardo
Il meccanismo ricalca da vicino quello delle slot e dei Gratta e Vinci:
- Si paga per un esito casuale e incerto.
- La ricompensa è imprevedibile, lo stesso “rinforzo a rapporto variabile” che rende le slot così coinvolgenti.
- Le “quasi vincite” (sfiorare l’oggetto raro) spingono a riprovare.
- Effetti grafici e sonori celebrano l’apertura, esattamente come una vincita alla slot.
Sono gli stessi meccanismi che descriviamo nella pagina sugli effetti del gioco sul cervello.
Sono gioco d’azzardo a tutti gli effetti?
È un tema dibattuto e la risposta non è univoca. Dal punto di vista psicologico le somiglianze sono forti; dal punto di vista normativo, in molti Paesi le loot box non rientrano ancora pienamente nella definizione legale di gioco d’azzardo, soprattutto quando gli oggetti vinti non sono convertibili in denaro. Alcuni Stati, però, hanno iniziato a regolamentarle o a vietarle, proprio per il rischio che rappresentano per i più giovani.
Cosa possono fare i genitori
- Attivare i controlli parentali e i limiti di spesa sugli account di gioco e sugli store.
- Parlarne, spiegando come funzionano le loot box e perché spingono a spendere. Trovi spunti nella guida su come parlare di gioco ai figli.
- Monitorare le spese legate ai videogiochi, spesso fatte con carte salvate.
- Dare il buon esempio con un rapporto consapevole verso gli acquisti incerti.
Domande frequenti
- Le loot box creano dipendenza?
- Condividono i meccanismi che favoriscono la dipendenza dal gioco. Il rischio è oggetto di studi e dibattito, soprattutto per i minori.
- Sono legali in Italia?
- Attualmente non sono equiparate del tutto al gioco d’azzardo, ma il tema è in evoluzione a livello normativo.
- Come limito le spese di mio figlio?
- Con i controlli parentali, i limiti di spesa sugli store e rimuovendo le carte salvate dagli account.
Loot box, una scommessa mascherata
Il punto piu controverso delle loot box e la loro somiglianza strutturale con il gioco d’azzardo. Si paga una somma certa per ottenere un risultato incerto, sperando in un oggetto raro: e la definizione stessa di scommessa. La differenza formale, spesso usata per difenderle, e che si riceve comunque qualcosa, e che gli oggetti non sempre sono convertibili in denaro. Ma il meccanismo psicologico della ricompensa incerta, quello che crea il coinvolgimento, e identico a quello di una slot machine.
Diversi Paesi hanno affrontato la questione in modo diverso: alcuni hanno equiparato certe loot box al gioco d’azzardo, vietandole o regolamentandole, altri hanno imposto la trasparenza sulle probabilita di ottenere ciascun oggetto. Il dibattito e aperto proprio perche questi contenuti raggiungono un pubblico molto giovane, in prodotti pensati anche per minori.
Il rischio educativo
Oltre alle spese impreviste, spesso elevate, il rischio piu sottile e culturale: le loot box possono abituare bambini e adolescenti a considerare normale il pagare per un esito casuale, abbassando le difese verso il gioco d’azzardo vero e proprio incontrato piu avanti. Riconoscerle e parlarne in famiglia e fondamentale. Approfondisci con la dipendenza da videogiochi e il legame con i giovani e l’azzardo.