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Per alcune persone con una dipendenza dal gioco grave o resistente, i percorsi ambulatoriali possono non bastare. In questi casi entrano in gioco le comunità terapeutiche, strutture residenziali dedicate al recupero. In questa guida spieghiamo cosa sono, quando sono indicate e come si accede a una comunità terapeutica per la ludopatia.
Le comunità terapeutiche sono strutture in cui la persona vive per un periodo, seguendo un programma intensivo di riabilitazione lontano dagli stimoli e dalle occasioni di gioco. Nate soprattutto per le tossicodipendenze, molte oggi accolgono anche chi soffre di gioco d’azzardo patologico e altre dipendenze comportamentali.
Il programma combina in genere supporto psicologico individuale e di gruppo, attività strutturate, regole di vita comunitaria e, dove necessario, supporto medico. L’obiettivo non è solo “smettere”, ma ricostruire equilibrio, relazioni e autonomia, preparando il reinserimento nella vita quotidiana. La durata varia a seconda del programma e della persona.
L’accesso avviene di norma attraverso il Ser.D, che valuta la situazione e indirizza alla struttura più adatta, spesso convenzionata e quindi gratuita o a carico del Servizio Sanitario. È il Ser.D, insieme alla persona, a stabilire se un percorso residenziale è la scelta giusta.
La comunita terapeutica e una struttura residenziale o semiresidenziale in cui la persona con una dipendenza vive per un periodo definito, seguendo un programma strutturato di cura e riabilitazione. A differenza di un percorso ambulatoriale, in cui si continua a vivere a casa, la comunita offre un ambiente protetto e lontano dagli stimoli e dalle occasioni di gioco, elemento spesso decisivo nelle fasi piu critiche. Nata storicamente per le dipendenze da sostanze, oggi accoglie anche persone con dipendenza da gioco d’azzardo, da sole o in associazione ad altre problematiche.
Il programma combina diversi strumenti: colloqui individuali con psicologi e psicoterapeuti, terapia di gruppo, attivita quotidiane e responsabilizzanti, sostegno educativo e, dove serve, supporto psichiatrico. L’obiettivo non e solo interrompere il comportamento di gioco, ma ricostruire abitudini, relazioni e progetti di vita che la dipendenza aveva eroso. Il gruppo, fatto di persone che condividono esperienze simili, e una parte importante del percorso, perche riduce l’isolamento e la vergogna.
La comunita non e il primo passo per tutti. Spesso il percorso parte dal Ser.D, il servizio pubblico per le dipendenze, che valuta la situazione e indirizza verso la soluzione piu adatta. La residenzialita diventa utile quando il gioco e molto radicato, quando l’ambiente di vita alimenta continuamente le ricadute, o quando i tentativi di smettere in autonomia non hanno funzionato. La durata varia da pochi mesi a oltre un anno, in base al bisogno della persona.
L’accesso avviene quasi sempre attraverso il Ser.D di riferimento, che puo proporre l’inserimento e gestire i rapporti con le strutture accreditate, spesso senza costi a carico della persona. Il primo contatto puo partire anche da una telefonata al Telefono Verde Nazionale Gioco d’Azzardo 800 558 822, gratuito e anonimo, che orienta verso i servizi del territorio. Chiedere aiuto non e un fallimento, ma il modo piu efficace per uscirne.
Sensibilizziamo le persone riguardo la dipendenza da gioco d’azzardo, fornendo consigli per affrontarla.
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